Tutto quello che c’è da sapere sul nostro viaggio in Ladakh, dal campo base alle grandi montagne, alla fauna che qui regna sovrana.
Nord del Pakistan, anni ’70.
George Schaller, figura leggendaria del mondo della conservazione, fa l’incontro della vita.
A circa 45 metri di distanza nota una creatura con “brandelli di nuvole che gli turbinavano intorno, trasformandolo in una creatura fantasma, in parte mito e in parte realtà.”
Era un Leopardo delle nevi.
Se siete arrivati a questo nostro articolo, molto probabilmente siete stati magnetizzati dalla possibilità di incontrare in natura il “fantasma”, il felino tra i più criptici ed elusivi del pianeta: il Leopardo delle nevi, e lo vediamo nel nostro viaggio: Ladakh – sulle tracce del Leopardo.
Ma, come per tutte le esperienze più incredibili ed emozionanti nella vita, anche per questa occorre spingersi lontano, in un luogo remoto difficilmente accessibile. In alto, anche.
Stiamo parlando del Ladakh, nell’India non delle giungle e delle tigri, ma in quella racchiusa tra le catene dell’Himalaya e del Karakorum. Una spedizione naturalistica in “vecchio stile”, tra accampamenti in alta quota, spostamenti in fuoristrada, sacchi a pelo e aria sottile.
Vediamo di cosa si tratta.
Nelle valli montane del Ladakh
Ci troviamo nelle remote e bellissime valli montane del Ladakh, nell’India nordoccidentale, vicino al Tibet e a nord dell’Himalaya.
Qui, diviso in due dalle sorgenti del possente fiume Indo, i vasti paesaggi rocciosi, aridi e apparentemente sterili del Ladakh sono punteggiati solo occasionalmente da piccoli villaggi, con una densità di popolazione media inferiore a due persone per chilometro quadrato.
Nelle aree che visitiamo, le pochissime persone che vivono lì sono buddisti di origine tibetana, cordiali e amichevoli.
Vivono in costruzioni tradizionali di fango e pietra, adornate con bandiere di preghiera, i cui tetti piatti fungono da aree di stoccaggio per il carburante e il mangime per il bestiame. Di tanto in tanto si vedono alcuni piccoli campi terrazzati per il grano o, in quota, per l’orzo.
Yak domestici, cavalli e capre pascolano la rada vegetazione durante il giorno, ma ogni sera devono tornare nei recinti recintati per evitare di essere predati la notte da parte degli onnipresenti leopardi delle nevi e lupi.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, questo paesaggio è selvaggio, roccioso e incontaminato. È qui che ci accamperemo in una remota valle di montagna per il più famoso, enigmatico e sfuggente degli incontri: quello con il Leopardo delle nevi.
Le tappe del viaggio
Spingersi fin qui vuole dire alta montagna, ma alta davvero. Una volta arrivati a Leh, via Delhi, la nostra spedizione naturalistica si concentra in cinque tappe (qui trovi l’itinerario completo Ladakh – sulle tracce del Leopardo:
LEH: tagliata fuori dal resto dell’India per i cinque mesi invernali, Leh, la capitale, è una piccola cittadina nella valle dell’Indo, dove la vita è tranquilla e ha un ritmo molto più lento di quello di quasi tutte le altre città del subcontinente.
È solo all’inizio dell’estate, a maggio, che Leh si anima. Resteremo due notti per acclimatarci: a circa 3500 metri di quota occorre tempo.
Faremo escursioni tranquille, esplorando la fauna lungo le rive dell’Indo alla ricerca di uccelli enigmatici come il Becco d’Ibis, il Beccaccino solitario e il Codirosso di Guldenstadt. Visiteremo anche l’incredibile monastero buddista tibetano Thiksey, detto il piccolo Potala.
HEMIS NATIONAL PARK: il più grande Parco Nazionale in India, il luogo con la più alta concentrazione di Leopardi delle nevi al mondo. Inutile dire che sarà qui che andremo alla ricerca di questo leggendario felino.
Il Parco, tra i 3000 e i 6000 metri di altitudine, si trova sul lato sud del fiume Indo, e si estende fino alla catena montuosa dello Zanskar e al monastero buddista-tibetano Hemis Gompa, di cui prende il nome. Qui, per circa cinque giorni, la nostra base sarà un campo tendato a circa 4000 metri di altitudine.
VALLI E PASSI NEI DINTORNI DI HEMIS NATIONAL PARK: visiteremo le aree attorno alla capitale Leh (Warila Pass e il villaggio di Uley), per alcuni degli avvistamenti di ungulati e avifauna di alta quota, anche fino a 5000 metri di altitudine. Con la sempre presente possibilità di avvistamento del Leopardo delle nevi! In questi giorni dormiremo in resort a Leh.
HANLE: a sud-est del Parco, per alcune delle osservazioni faunistiche più emozionanti in Asia: quelle con il Gatto di Pallas, il Lupo tibetano, la Volpe tibetana e il Kiang. La nostra base in questi giorni sarà il villaggio di Hanle, con sistemazione in homestay.
LAGO TSOKAR: un lago salato racchiuso tra montagne alte oltre 6000 metri e che ospita diversi mammiferi delle steppe d’alta quota, come il Kiang (asino selvatico del Tibet), l’Argali, la Gazzella tibetana e lo Stambecco asiatico. Ma soprattutto il Lupo tibetano, uno dei massimi predatori di questo ecosistema estremo. §Anche qui la sistemazione sarà in homestay.
Perché in Ladakh a fine febbraio?
Venire qui in questo periodo non è casuale, il momento è scelto con cura per essere ottimale per l’avvistamento del Leopardo delle nevi.
Siamo infatti nel luogo con la più alta concentrazione nel mondo di questo felino, verso la fine della stagione degli amori, con le temperature invernali che si stanno attenuando.
Le nevicate invernali, in questo ambiente arido, sono alla loro massima estensione, spingendo così i leopardi delle nevi e le loro prede, i Bharal, verso altitudini più basse, dove la neve è rada, concentrandoli in un’area più piccola e offrendoci così una logistica molto più facile per cercarli.
Tipico dei felini, che spesso sonnecchiano per ore durante il giorno, può capitare di avvistare un Leopardo delle nevi per diverse ore.
La ricerca verrà facilitata da guide locali che conoscono bene la zona e le abitudini, oltre che dal contatto radio continuo con i ranger del parco e le altre guide locali.
Gli alloggi durante il viaggio
Mentre a Leh staremo in un resort, a Hanle e al lago Tsokar staremo in homestay: una incredibile opportunità per vivere la cultura e ospitalità Buddista!
Ma, il cuore del viaggio, inutile negarlo, saranno i giorni passati in campo tendato all’interno di Hemis National Park per l’osservazione del Leopardo delle nevi circondati da un paesaggio che vi toglierà il fiato.
Il Campo tendato a Hemis National Park
Il campo tendato, che raggiungeremo in fuoristrada (o mulo, se le condizioni sono difficili) è completamente attrezzato dentro e fuori e, sebbene semplice, è molto confortevole, con un’intera squadra di cuochi e aiutanti del campo che si occuperanno delle nostre esigenze.
Vengono fornite tende per due persone (o singole), con brandine e materassi leggeri. Mangeremo in una tenda da pranzo riscaldata dove ci verranno serviti pasti caldi a colazione e cena, e talvolta anche il pranzo, anche se il pranzo è più probabile che sia un picnic sul campo, con zuppa bollente, un piatto principale caldo e tè /caffè, che ci viene portato ovunque siamo. A metà mattina e di nuovo a metà pomeriggio ci verranno portati tè/caffè caldo e biscotti.
Al campo sarà presente una tenda-servizio, e porteremo con noi un generatore che utilizzeremo saltuariamente per caricare le batterie, se e quando necessario.
Le temperature, sebbene gradevoli durante il giorno, possono precipitare anche fino a -20°C durante la notte: un sacco a pelo per queste temperature è indispensabile. Il nostro consiglio è quello di noleggiarlo in loco.
La routine quotidiana al campo base in Ladakh
La routine quotidiana segue i ritmi della natura. Con circa 12 ore di luce diurna al giorno, avremo molto tempo per le osservazioni diurne ma avremo molte opportunità per riposarci bene la notte.
I richiami dei tetraogalli dell’Himalaya e delle coturnici orientali sono molto probabilmente il primo suono che avvertiremo ogni giorno, ma potrebbe essere anche il richiamo di accoppiamento di un leopardo delle nevi, l’abbaiare di una volpe rossa o l’ululato dei lupi durante la notte.
La giornata tipo inizierà con un tè o un caffè caldo consegnato nelle nostre tende, che verranno riscaldate prima che ci svegliamo, seguito da una ciotola di acqua calda per un lavaggio rinfrescante.
Le nostre guide locali saranno già alla ricerca dei leopardi delle nevi, dal campo o da un punto panoramico nelle vicinanze. Si può scegliere di unirsi a loro o invece rilassarsi tranquillamente.
La colazione verrà servita nella tenda da pranzo, dove il calore accogliente di una stufa a gas garantirà un’esperienza più confortevole e piacevole nel fresco del mattino. Successivamente, se non è stato ancora avvistato alcun leopardo delle nevi, usciremo dal campo per continuare la ricerca. Si potrà scegliere di restare nel campo o unirsi al gruppo.
Si può assumere un portatore personale per i giorni in quota, per trasportare lo zaino, l’attrezzatura fotografica, il treppiede, il cannocchiale, ecc.
Ci sono diverse escursioni da fare nelle vicinanze del campo tendato. Si può scegliere di rimanere nel campo tutto il giorno e di uscire quando viene avvistato un Leopardo delle nevi, anche se consigliamo di percorrere qualche chilometro ogni giorno, con i tratti in salita a ritmo lento per contrastare l’altitudine.
La maggior parte delle escursioni si svolgerà su pendii dolci, su sentieri o tracce di sentieri, ma occasionalmente potremmo voler raggiungere una posizione migliore per l’osservazione in distanza delle montagne di fronte, il che potrebbe comportare una camminata più ripida per brevi distanze. Quasi sempre, con buona probabilità, cammineremo su roccia nuda, ma è possibile che ci si muova a tratti su una minima copertura di neve.
La maggior parte dei giorni, quando siamo lontani dal campo, il nostro staff ci porterà tè caldo, caffè e uno spuntino, a metà mattina e a metà pomeriggio, mentre a metà giornata riceveremo un pranzo caldo ovunque siamo.
Quali animali si vedono durante il viaggio
Hemis National Park è celebre come il luogo più favorevole al mondo per l’osservazione in natura dell’elusivo Leopardo delle nevi, ma ospita una comunità biologica relativamente ricca, con presenza significativa di Argali, Bharal (la “pecora blu”), Urial, Stambecco asiatico, Lupo tibetano, orso, lince, gatto di Pallas, Volpe tibetana, etc.
Anche l’avifauna è di tutto rispetto, tra cui aquile reali, gipeti, grifoni himalayani, tetraogalli tibetani e himalayani, sirratti del tibet, e una moltitudine di “estremisti” delle alte quote.
La popolazione di Leopardo delle nevi conta circa 200 esemplari, e appare in buona salute.
L’area del Lago Tsokar, un lago salato collocato tra montagne di oltre 6300 m di quota, ospita diversi mammiferi delle steppe d’alta quota, con ottime chances di osservare il Kiang (asino selvatico del Tibet), il Lupo tibetano, l’Argali, la Gazzella tibetana e lo Stambecco asiatico.
La possibilità di avvistare il Leopardo delle nevi è alta, oltre il 90%.
Poiché gli avvistamenti avverranno probabilmente a una certa distanza, un’ottica lunga e un cannocchiale (quest’ultimo fornito da noi) sono indispensabili. L’aria è molto limpida e la foschia non è un problema tranne nei pomeriggi più caldi. Tuttavia, quando il sole tramonta, le condizioni di osservazione ritornano ottimali proprio mentre i leopardi delle nevi si alzano tipicamente dal loro riposo pomeridiano.
Conoscere la cultura tibetana
Ci saranno anche diverse occasioni per immergersi nell’incredibile cultura tibetana, e per ammirare gli aspetti culturali, architettonici ed etnografici di questa remota parte d’Asia: monasteri buddisti tibetani, reminiscenze dell’arte del Gandhara, i nomadi Chang-pa e molto altro.
Leh conta circa diecimila abitanti, ed è famosa per il Palazzo reale, simile a una versione in miniatura del Potala di Lhasa, oltre che per la splendida moschea lignea e per le frequenti visite del XIV Dalai Lama.
Visiteremo il monastero di Alchi, celebre per le meravigliose pitture murali, incontreremo i nomadi Chang-pa, pastori di alta quota che allevano yak e capre.
Una vera avventura in Ladakh
Ciò che fino a pochi anni fa rappresentava un sogno impossibile oggi è a portata di mano. Incontrare nel suo ambiente naturale il Leopardo delle nevi, un animale al limite del mito, è qualcosa che non si può raccontare facilmente: il silenzio, le atmosfere, l’attesa, e finalmente lui, il fantasma, con le sue movenze assurde e il mantello dell’invisibilità.
Ogni viaggio ha la sua metrica, e il modo con cui si assorbe un luogo dipende dall’ambiente che si esplora.
Ci sono le umide e suadenti foreste tropicali, che invitano a muoversi e cercare animali in un’eccitazione da rumba cubana.
Ci sono le savane, che dilatano lo sguardo e i pensieri come le cantilene di un didgeridoo. O i ghiacci, che mescolano vento e luce a comporre musica classica.
E poi ci sono le grandi montagne come quelle che racchiudono il Ladakh, che esaltano il respiro e il pulsare del cuore di chi si spinge sulle loro schiene. E che possono fermare il tempo, quando animali al limite del mito fanno la loro comparsa.





