Toscana

Wonder, Wild and Fun: english and nature camp

English Camp per giovani naturalisti WWF

Sconto fratelli

Ci vediamo nel 2027

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Quest’anno succede qualcosa di magico: al Casale WWF Giannella si parla inglese!

Wonder, Wild and Fun è un progetto educativo in cui inglese e natura si uniscono attraverso attività all’aria aperta, lavoro di squadra ed esplorazione. Tutti i giorni ci saranno laboratori strutturati in lingua inglese, mentre scoprono l’ambiente che li circonda. Escursioni, esplorazioni e tuffi in mare non mancano, ma saranno accompagnati da momenti dedicati all’apprendimento della lingua in maniera non tradizionale. 

Nelle nostre escursioni naturalistiche scopriremo reperti, tracce e segreti della vita degli animali che hanno la fortuna (come noi del resto) di vivere nei dintorni delle importanti aree protette del territorio: le Oasi WWF di Orbetello e Burano e la Riserva naturale della Feniglia. E l’inglese diventerà uno strumento per osservare il mondo naturale con uno sguardo diverso, arricchendo l’esperienza del campo senza snaturarne il ritmo e lo spirito.

Animati dall’energia e dalla creatività delle nostre guide ed educatori ambientali, affiancati dagli English Teachers di Fun and School, la Natura ci fornirà la materia prima, noi aggiungeremo fantasia, gioco e amore per la vita all’aria aperta!

Il nostro partner Fun and School, con il suo metodo, pone particolare attenzione all’apprendimento della lingua attraverso il gioco, uno dei sei approcci principali, e attraverso: creatività, curiosità e collaborazione.

Con il nostro staff di naturalisti e i teachers di Fun and School, i bambini esploreranno boschi, lagune e mare, imparando e allenando l’inglese in modo naturale e divertente.
Tra giochi, avventure e laboratori linguistici e creativi, vivranno una settimana indimenticabile all’aria aperta, immersi nella natura e nella scoperta.
Are you ready for this Wonder Wild and Funny adventure?

date del campo

21-27 giugno; 28 giugno-4 luglio 2026

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Quota € 710

Guarda il video
Cosa faremo
1° giorno
L'inglese è divertente!

Si dice che quando si va all’estero si impara la lingua, ma non è per osmosi: è perché viene ripetuta quotidianamente durante le routine. I bambini la utilizzeranno in momenti specifici: durante le routine quotidiane, per fare richieste e, naturalmente, durante gli English Time.

Seguendo il metodo Fun and School, ogni giorno verranno ripetute le domande e le risposte apprese nei giorni precedenti. Si sceglierà una canzone simbolo del campo in inglese, si impareranno filastrocche per pulire o mettere in ordine, creando momenti di condivisione e divertimento in lingua.

2° giorno
Creatività, curiosità e collaborazione

Le famose 3C (creatività, curiosità e collaborazione) guideranno i partecipanti in una vacanza indimenticabile, dove imparare l’inglese diventa un’esperienza naturale, divertente e piena di scoperta.

Il libro del campus sarà diviso in due parti:

  • Una parte dedicata alla curiosità e all’arte di osservare, sentire e ricordare.
  • L’altra parte dedicata alla creatività: i bambini saranno stimolati con la frase ricorrente “What if…” – e se non fosse così? E se fosse diverso? Una storia, una musica, un fumetto?

Vedere la natura con consapevolezza e da un altro punto di vista è l’ingrediente per creare scoperte, meraviglia e divertimento.

La Creatività significa pensare fuori dagli schemi: e i nostri esploratori di boschi e lagune metteranno in pratica questa creatività con un libro/taccuino d’inglese appositamente pensato per il campo. Questo libro diventerà il loro libro dei ricordi in inglese, un modo curioso e creativo di raccontare e conservare le esperienze vissute nella zona.

3° giorno
Approccio esperienziale

La comunicazione, inclusa la NVC (Non-violent Communication), è un altro approccio di Fun and School in linea con i nostri valori e rappresenta la chiave per favorire relazioni autentiche e rispettose tra i partecipanti e con gli educatori.
La lingua diventa così uno strumento concreto per comunicare: durante le routine quotidiane, i partecipanti parleranno inglese con gli educatori, vivendo la lingua in modo spontaneo, esperienziale e divertente.

4° giorno
Principali attività naturalistiche che faremo anche in inglese
  • Gli abitanti del mare: nuoto con la maschera alla ricerca degli organismi delle coste sabbiose
  • Cosa regala la spiaggia: conchiglie da scoprire (laboratorio creativo)
  • Vivere un giorno da ricercatore: come si diventa naturalisti, biologi…e guardia di un’Oasi WWF
  • Escursioni alla scoperta della natura delle Oasi WWF e del Tombolo della Feniglia
  • La scoperta degli uccelli e i segreti del volo (laboratorio ornitologico)
  • La vela in Laguna: sport accessibile, ecosostenibile e divertente.
  • Caccia al tesoro
  • Chi ha paura del buio? Il cielo stellato, i suoni della notte e i giochi prima di dormire.
  • English book time. Creazione di fumetti, scoperta di animali e natura in inglese.
  • Role play e giochi teatrali in inglese
  • Workshops creativi, costruzione di oggetti con la natura in inglese
  • Giochi in inglese
  • Gioco libero, bagni al mare e tramonti in spiaggia!

Note importanti

Insegnanti bilingue

Ognuno con una professionalità unica e un background internazionale.
Gli insegnanti partecipano a un training annuale, che inizia con una formazione intensiva e prosegue con seminari di aggiornamento continui, per garantire qualità, coerenza e crescita professionale costante.
La loro passione per l’insegnamento offre un’esperienza educativa inclusiva, stimolante e di alto livello.

M.C.T.  Marshall Communication Time

Questo metodo rende la comunicazione chiara ed efficace, allenando ascolto attivo, pronuncia neutra, comprensione interculturale fluidità.
Il lessico conta, ma il focus è saper rispondere alle domande della vita quotidiana, imparando come la lingua madre: attraverso l’uso e tutte le domande sono accompagnati da gesti specifici.

AUTONOMIA NEL NUOTO 
Per la partecipazione al campo è indispensabile saper nuotare, almeno a livello elementare (autonomia nel galleggiamento e per piccoli spostamenti, sufficiente acquaticità).

Vitto e alloggio in pensione completa per tutta la durata della vacanza
Assistenza 24H dello staff esperto delle attività previste.
Assicurazioni RC e infortuni
Iscrizione al WWF Italia
Il viaggio per/da la sede della vacanza
Quota obbligatoria di gestione pratica di iscrizione: €35
Quota obbligatoria di "Bonus annullamento" a copertura delle penali in caso di annullamento per motivi sanitari: €10 a persona. (dettagli in "Quote, assicurazioni e annullamenti" a fondo pagina)
Eventuali supplementi specifici indicati nella scheda alla voce SUPPLEMENTI
Obbligatorio da versare direttamente in loco: 22 € per tessera CONI FIV e per l'attività in barca a vela.

Per questa proposta l’appuntamento coi partecipanti è direttamente alla sede del campo: le informazioni per l’appuntamento fanno parte della documentazione di info utili ed equipaggiamento che vengono forniti dalla Segreteria Campi prima della partenza.

Territorio e ambiente

Il territorio maremmano in quest’area è dominato interamente dalla particolare conformazione del Monte Argentario e dei tomboli che lo collegano alla terra ferma e che formano i laghi costieri interni.

L’oasi WWF laguna di Orbetello protegge più di 800 ettari della più vasta laguna costiera tirrenica e zona umida di importanza internazionale, all’interno della più ampia Riserva Naturale regionale di circa 1550 ettari.

Poco più a sud identico valore di protezione ha la bellissima Oasi WWF del Lago di Burano.

Le acque salmastre di questi laghi costieri si trovano in corrispondenza delle principali rotte migratorie, per cui rappresentano un luogo di sosta o di riproduzione per moltissime specie di avifauna. Nell’avvicendarsi delle stagioni dai diversi capanni di osservazione strategicamente posizionati intorno alle lagune, si possono osservare facilmente i fenicotteri, il cavaliere d’Italia (simbolo dell’Oasi), l’airone bianco maggiore, l’airone cenerino, il falco pescatore ecc

Uno dei due famosi tomboli della costa Italiana, quello che delimita la Laguna di Orbetello, è il tombolo della Giannella, una lunga e sottile striscia di terra, rivestita di una lussureggiante macchia mediterranea, dove è situato il campeggio. Il tombolo, prevalentemente sabbioso degrada dal lato del mare in una lunga e bellissima spiaggia, con acque basse e calde, ma ricche di vita.

 

Tipologia di alloggio

Alloggeremo al Casale WWF Giannella, che si trova sull’omonimo tombolo che separa la spiaggia e il mare dalle acque quiete e trasparenti del lago costiero. Un luogo straordinario, che fa parte dell’Oasi WWF della Laguna di Orbetello.

Tutte le strutture dedicate alla ricettività dei gruppi WWF sorgono intorno ad un grande prato, su cui affaccia anche il museo del mare Casa Pelagos.

Gli alloggi sono nelle camerate delle foresterie a piano terra, con servizi in comune (anche se suddivisi in aree maschili e femminili).

Lo spazio per i pasti è allestito sotto un fresco pergolato che affaccia anch’esso sul prato centrale.

Partner organizzativo

La nostra vacanza sostenibile

Utilizziamo le risorse in maniera consapevole, impegnandoci nel produrre la minore quantità di rifiuti possibile. A tavola, ovunque possibile scegliamo prodotti locali, o bio, o provenienti dal mercato equo-solidale. Scegliamo i materiali riciclabili e viviamo l’ambiente come una casa, da proteggere con attenzione e responsabilità.

Soluzioni antiplastica adottate al campo

  • Evitiamo l’uso di acqua in bottiglie di plastica ovunque possibile. Tutte le volte che il gusto e la qualità dell’acqua lo consentono, usiamo l’acqua di rubinetto e le borracce.
  • Cerchiamo di non utilizzare stoviglie e altre forniture usa e getta.
  • Facciamo ovviamente la raccolta differenziata, in ogni modo possibile anche quando il territorio non è attrezzato opportunamente.
  • Utilizziamo sacchetti biodegradabili o di carta (e solo quando proprio necessario)
  • Evitiamo le bibite e bevande in lattine di alluminio
  • Riutilizziamo i sacchetti di plastica fino all’ultimo…
  • Cerchiamo di adottare sempre le corrette misure comportamentali di attenzione al risparmio dell’acqua, dell’energia e delle risorse in generale.

Aspetti educativi

Responsabile attività:
ALESSANDRA CAPONI Da sempre membro attivo del WWF Grosseto. Per molti anni coordinatrice dei campi estivi WWF, dei campi scuola per le classi e delle attività didattiche al Casale Giannella ha profonda esperienza di gestione dei gruppi di turismo naturalistico ed educativo.
Sostenibilità ambientale
Organizzazione della raccolta differenziata e riflessione sulla quantità giornaliera prodotta. Gestione dei tempi di “consumo”: durata della doccia, utilizzo della corrente elettrica, gestione della quantità di cibo nel piatto.
Ricerca nella quotidianità delle buone pratiche immediatamente applicabili.
Valore/tutela della biodiversità
Visita guidata delle oasi della Maremma, con la possibilità di osservare gli animali nel loro habitat, come riconoscerli e conoscere le loro necessità, cosa fare per salvaguardare la loro vita.
Durante tutto il campo, inoltre, si sviluppano momenti di approfondimento dei progetti di conservazione che le oasi e il WWF Italia stanno portando avanti, come il progetto BEE Safe, i progetti per la protezione e il censimento dell’avifauna, per lo studio e la ricerca sulle tartarughe marine e i cetacei (quest’ultimo in considerazione della presenza nel territorio del Santuario internazionale Pelagos), la riduzione ed eliminazione della microplastica in mare.
Valore/tutela ambiente e paesaggio
La molteplicità di ambienti e la trasformazione geologica e antropica del territorio della Maremma offrono spunti di riflessione e osservazione.
L'approccio sensoriale resta uno degli strumenti più spesso utilizzati durante il campo, in aggiunta, quando è possibile, alla visita a siti e luoghi di importanza storico-archeologica.
Alimentazione e filiere di prodotto
Laboratorio e “Grande Percorso” dei 5 sensi per il riconoscimento degli alimenti (le scatole magiche). Laboratori del gusto e di cucina. Condivisione del menù e incontri con il cuoco.
Testimoni del territorio
Incontri con gli staff delle Oasi WWF e con gli esponenti delle varie attività naturalistiche o scientifiche naturalistiche del territorio. Visite a luoghi d’interesse etnografico e a botteghe artigiane.
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Il campo si realizza in un contesto sano e sicuro, dove ogni partecipante ha l’opportunità di riappropriarsi del proprio ritmo naturale e di riscoprire una relazione autentica con l’ambiente.

Il nostro team vuole essere, nei giorni di queste esperienze di vacanza, un punto di riferimento adulto, autentico e inclusivo, capace di rappresentare modelli concreti di comportamenti ecosostenibili e stili di vita sani. La scelta delle persone, dei luoghi, dei tempi e la combinazione delle attività non è casuale e mira a rappresentare sia la competenza nelle attività specifiche del campo, sia una precisa intenzionalità educativa relazionale.

La vita al campo vuole suscitare il gusto della conoscenza, dell’esperienza diretta e l’accrescimento di competenze, agendo particolarmente in quattro ambiti importanti dell’apprendimento naturale e spontaneo di ogni individuo, più che mai nell’età evolutiva:

La sfera Cognitiva, che permette attraverso l’esperienza diretta di comprendere la complessità degli ambienti naturali e la relazione di interdipendenza esseri umani-ambiente, approfondendo anche il valore dei processi ecologici, della biodiversità e del paesaggio attraverso l’osservazione, il dialogo, la narrazione e il confronto. In alcuni casi proponendo momenti strutturati di didattica ambientale e laboratori scientifici su questi temi.

La sfera Emotiva che favorisce, sia attraverso la vita insieme in luoghi intrisi di bellezza naturale che attraverso la condivisione delle attività fisiche e ludico-sensoriali, una relazione empatica con le altre persone e con gli ambienti naturali, sviluppando un senso di appartenenza e benessere.

La sfera dei valori, che accompagna l’esperienza personale nella dimensione vitale della natura con i grandi temi e valori della tutela, della cooperazione, della ricerca di coerenza, del rispetto e del “prendersi cura”, a tutti i livelli, a partire dal rapporto interpersonale, fino ad arrivare alla pratica dell’attenzione nei confronti dell'ambiente, dei luoghi che ci accolgono, delle risorse naturali o anche solo degli oggetti e dei materiali.

La sfera dell’Azione, che traduce nella quotidianità al campo la ricerca di un rapporto più sostenibile con l’ambiente, per sperimentare in prima persona stili di vita e scelte più consapevoli e un comportamento proattivo rispetto alle problematiche ambientali.

In tutto questo il campo WWF diventa un’occasione che intreccia tutela della biodiversità e dell’ambiente naturale e umano con i principi dell’educazione esperienziale orientata allo sviluppo personale e di gruppo.

Responsabile attività

ALESSANDRA CAPONI
Da sempre membro attivo del WWF Grosseto. Per molti anni coordinatrice dei campi estivi WWF, dei campi scuola per le classi e delle attività didattiche al Casale Giannella ha profonda esperienza di gestione dei gruppi di turismo naturalistico ed educativo.

Dove il viaggio diventa racconto

Un campo WWF è prima di tutto una bellissima vacanza, tutta dedicata ai ragazzi e alla natura:un sano ed equilibrato mix di divertimento allo stato puro, nuove amicizie, esplorazione del territorio, emozione di vivere una vacanza in un’Oasi WWF con chi quotidianamente protegge questi preziosi ambienti, gioia di vivere immersi nella Natura, nuovi stili di vita. Gli staff di biologi, naturalisti, educatori ambientali esperti di natura, ambiente, ecologia, ed educazione ambientale faciliteranno la conoscenza e l’adozione comportamenti virtuosi e “amici dell’ambiente” da parte dei vostri figli. Con l’augurio che questi stessi comportamenti continueranno a essere adottati, una volta tornati a casa!

Siamo ben consci che per molti di voi il Campo WWF sarà la prima occasione in cui vostro figlio sarà lontano da casa senza di voi. Tra gli organizzatori, moltissimi sono genitori! Quindi hanno provato direttamente le vostre stesse sensazioni. Ecco una serie di nostre considerazioni per farvi – ci auguriamo – sentire più sereni in questa vostra scelta.

La Nostra Esperienza – Il WWF organizza i Campi estivi dai primi anni ’80, in varie forme e seguendo un costante aggiornamento organizzativo e formativo. Il WWF è stato storicamente uno dei principali attori della ricerca educativa in Italia per l’educazione ambientale, che mette al centro dell’esperienza naturalistica l’individuo, la persona, il bambino e il suo benessere, per favorire in ogni modo il valore dell’esperienza esistenziale.

I moltissimi educatori che si sono avvicendati nel corso di tutti questi anni, si sono trasmessi gli uni gli altri competenze ed esperienze, capacità e metodo per gestire tutte le situazioni che si verificano nella vita al campo, e per organizzare le attività nella massima sicurezza, per rendere questo momento veramente speciale per i vostri figli e, conseguentemente, per voi.

Accoglienza – In ogni campo al momento dell’arrivo sono sempre previste delle specifiche attività di “accoglienza” di tutti i partecipanti, per favorire l’immediata conoscenza e per facilitare l’inizio di amicizie che, come molti di voi ci hanno scritto, vanno ancora avanti dopo diversi anni.

Capacità degli operatori – Per tutta la vacanza, ma in particolare per i primi giorni, i capicampo, gli educatori ambientali e in generale i nostri staff staranno particolarmente attenti agli eventuali momenti di difficoltà di ambientamento che dovessero sorgere. Il personale al campo è composto da persone selezionate e formate per le loro capacità di gestire le dinamiche di gruppo e per la loro passione nei confronti della Natura, oltre che per le competenze specifiche nelle varie discipline naturalistiche o sportive.

Attenzione alla persona – Prevediamo un adeguato numero di adulti in forza al campo, la nostra Carta di Qualità prevede il rapporto adulti/ragazzi di 1 ogni 8 bambini e ogni 10 nel caso dei ragazzi, per quanto riguarda lo staff interamente dedicato al gruppo. A questo rapporto si aggiungono poi gli istruttori di discipline e sport particolari e – ovviamente – il personale di servizio che opera, ad esempio, in cucina o nella struttura.

La nostalgia – E’ normale che bambini o ragazzini possano avere nostalgia. A volte le prime notti lontano da casa, senza i genitori, in un ambiente nuovo e con persone nuove si fanno sentire. Ma ogni anno per molti bambini l’esperienza dei nostri staff, l’atmosfera che si crea al campo, le attività che si fanno, i luoghi veramente speciali in cui si vive, contribuiscono a fare superare senza problemi queste criticità.

In ogni scheda campo potete trovare la descrizione complessiva della vacanza proposta nelle varie sezioni “descrizione”, “cosa faremo”, “dove”, “aspetti educativi”.

Ogni giornata coinvolge tutto il gruppo dei partecipanti in ogni momento. L’alternanza di attività specifiche e di tempo libero e dei ritmi quotidiani legati ai pasti e al riposo notturno vengono regolati dallo staff in loco in base al benessere e alla miglior armonia del gruppo. Insieme ai nostri partner non predisponiamo, per scelta, un programma troppo rigido o scadenzato delle giornate, con orari e date di dettaglio delle varie attività che nel complesso costituiscono il campo, perché la nostra proposta è prevalentemente incentrata sull’esperienza di vita a contatto con gli altri e con la natura. E’ questo il focus vitale della nostra idea e del nostro modello educativo. Attraverso l’avvicendarsi fluido delle giornate, delle attività previste che vengono realizzate di giorno in giorno in funzione di molti fattori legati alla composizione del gruppo, alle preferenze, al meteo, ecc..

Fermo restando che i tempi della giornata sono tutti gestiti dallo staff e prevedono ovviamente dei ritmi comuni a tutto il gruppo, e comprendono l’insieme della vita al campo, sia che si parli dei pasti, dei momenti di gioco o delle attività organizzate, o del tempo libero (sempre in  presenza dello staff, ovviamente), e fermo restando che nel campo vengono trattati tutti i temi proposti e si svolgono tutte le attività previste. Non le si organizza però in tabelle strutturate di attività e orari.

Sono aspetti che riteniamo essenziale lasciar gestire alla sensibilità e professionalità degli operatori e dello staff al campo, gli unici in grado di valutare caso per caso le migliori opzioni. Questo anche perché, ci piace precisare, è proprio dalla logica del “villaggio all inclusive” che una Campo WWF vuole rifuggire; da una logica cioè di organizzazione iper-strutturata del tempo che trasforma la vacanza in una maratona. Occorre essere certi che non sia questo ciò che ci si aspetta da noi.

Dando per scontato che nel caso dovesse comunque persistere una situazione di disagio, il capocampo e i suoi collaboratori concorderanno con voi una strategia di azione.

Premettendo che non abbiamo nessuna esigenza o volontà di isolare e separare i vostri figli da voi, o mettere ostacoli nelle comunicazioni, c’è da comprendere però che per la continuità di un’atmosfera al campo centrata e concentrata bene sull’esperienza in corso, i momenti delle telefonate sono un fattore di interruzione e dispersione. Necessari, ai ragazzi e alle famiglie, concordiamo pienamente, ma da vivere con leggerezza, dando piuttosto priorità a quello che i ragazzi anche alla sera, tra cena e dopocena vivono insieme, tra loro e nella natura che li circonda. Per questo in generale scegliamo che quei momenti non siano d’obbligo quotidianamente dedicati a chiamare casa. Nel corso della vacanza, i vostri figli vi chiameranno, indicativamente, due-tre volte.

In ogni caso per esigenze particolari il vostro punto di riferimento per comunicare col campo sarà la segreteria campi.

…e il cellulare?

Il cellulare può essere smarrito e rischia di diventare motivo di continua interruzione delle attività. Per i più piccoli vi suggeriamo addirittura di non fornirlo ai vostri figli. In ogni caso è importante essere consapevoli che il suo uso sarà regolato dagli staff e consentito solo ed esclusivamente durante i momenti dedicati collettivamente alle telefonate a casa. Nel resto de tempo viene ritirato e custodito dallo staff

Uno degli obiettivi del WWF e quindi anche ai campi estivi, è quello di promuovere un rapporto più consapevole con il cibo, per questo l’alimentazione sarà uno dei temi che, con vari approcci educativi e ludici, verranno trattati al campo coi ragazzi. Ovviamente per quanto riguarda le nostre scelte alimentari per un corretto apporto nutrizionale i menù delle colazioni e dei pasti sono allineati ai criteri della dieta mediterranea e caratterizzato dall’uso prevalente di prodotti di stagione e di provenienza locale. Per quanto riguarda i prodotti di origine tropicale, normalmente relativi alla colazione e alla merenda (dove prevista) Té, cacao, cioccolata provengono ovunque possibile dal mercato equo-solidale, anche se nelle strutture ricettive non a gestione diretta da parte dei nostri partner, purtroppo spesso non è possibile imporlo alla proprietà.

Per quanto riguarda allergie, intolleranze o diete speciali vanno segnalate nell’apposito spazio del form di prenotazione e previa verifica con le strutture rispondiamo direttamente alla famiglia, riguardo la fattibilità nello specifico campo scelto, in quanto ogni caratteristica su questi temi consideriamo vada considerata individualmente.

Ad ospitare i vostri figli saranno le foresterie delle Oasi WWF o gli agriturismi della nostra rete di turismo responsabile, i piccoli alberghi a gestione famigliare oppure ostelli, rifugi e case per ferie dedicate ai gruppi. In alcuni casi, soprattutto lungo la costa, saranno bungalow o tende nei campeggi amici o nei campi tendati dei punti tappa. In ogni caso noi alloggiamo sempre in strutture semplici, tendenzialmente votate all’ospitalità collettiva e selezionate sulla base della Carta di Qualità. Devono rispettare tutte le normative vigenti in materia di sicurezza, essere accessibili ai servizi di soccorso e ai presidi medici locali. Naturalmente l’accessibilità in alcuni casi può essere limitata dato il fatto che, per loro stessa natura, i campi WWF si svolgono spesso in aree poco abitate o addirittura isolate e poco servite.

Spesso la struttura e i suoi spazi sono dedicati esclusivamente al campo WWF. In caso contrario la struttura deve garantire degli spazi riservati, per vitto, alloggio, servizi e le attività, al gruppo WWF.

I partecipanti e gli staff alloggiando tendenzialmente in camere separate, ovunque possibile.

L’alloggio è sempre in camere multiple, con servizi talvolta privati per la stanza, ma molto spesso in comune al piano. I partecipanti alloggiano in stanze separate per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze (stanze separate per maschi e femmine).

Lo staff non alloggia mai nelle stanze o nelle tende o in generale negli alloggi dei partecipanti.

 La sistemazione dello staff è però sempre prospiciente, le porte non sono mai chiuse a chiave durante la notte per permettere la facile accessibilità in caso di necessità. Non è però prevista la sorveglianza notturna con turni di veglia da parte dello staff.  

In caso di eccezioni per rare e singole situazioni in cui per le caratteristiche della struttura lo staff debba alloggiare in camere multiple con parte dei partecipanti la particolarità viene segnalate alle famiglie nella scheda campo sul sito e nella documentazione specifica della singola proposta.  

Come potrete vedere navigando il sito le proposte sono molte, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Alcune raccomandazioni: guardate la fascia di età a cui corrispondono, poi valutate bene che le attività descritte siano coerenti con i gusti, le attitudini, lo sviluppo, le preferenze e le abilità dei vostri figli. Vi consigliamo di scegliere le proposte con loro, secondo le loro attitudini.

Un altro consiglio: se è la prima volta che i vostri figli vanno in vacanza senza di voi, scegliete una località vicina a casa… sarete mentalmente più sereni!

CONSULTA LA PROPOSTA

Leggi attentamente tutta la scheda del campo che ti interessa, in tutte le sue parti, compresi i link della colonna di destra ed eventualmente chiedi gli approfondimenti necessari alla segreteria, scrivendo a campiestivi@wwftravel.it.

SCEGLI LA PROPOSTA E INVIA IL FORM DI PRENOTAZIONE ON LINE  compilato in tutte le sue parti.

CONFERMA DI INVIO E CONFERMA DI ISCRIZIONE

Subito dopo l’invio potrai leggere sulla pagina la corretta conferma del tuo invio e riceverai una mail che lo riattesta.

In seguito all’iscrizione, nel corso delle procedure di pre-partenza tutte le famiglie ricevono alcuni documenti da controfirmare obbligatoriamente, tra cui una liberatoria per uso dati e immagini.

L’obbligatorietà della firma e consegna di questo documento è vincolante per la partecipazione al campo.

La particolarità del contesto dei campi, infatti, data la mole dei contatti e delle attività che si svolgono nei campi stessi e proseguono a vario titolo nel resto dell’anno, non ci permette di garantire in alcun modo alle famiglie che invece avessero preferenza o necessità di richiederlo, che immagini dei propri figli e figlie non vengano riprese. Né che quindi non possano entrare nel flusso delle immagini che gli staff scambiano con noi e che utilizziamo a vario titolo per raccontare i nostri campi attraverso le nostre attività di comunicazione.

Precisiamo che in merito all’uso delle immagini, non si tratta per noi di attività di mercificazione, ma di attività narrative per immagini, sulle nostre attività, perché vengano conosciute dal pubblico delle famiglie italiane, attraverso i vari canali di comunicazione con cui possono accedere alle informazioni, quindi: nostro sito, riviste per i soci WWF, nostri social, dossier tecnici o scientifici sulle nostre attività, cataloghi della programmazione annuale, e anche (seppur minoritari) articoli dei media quando scrivono articoli che valorizzino presso il pubblico italiano il tema e le attività del turismo naturalistico sostenibile.

Le foto che utilizziamo sono solo e soltanto quelle riprese ufficialmente dallo staff, ovviamente, o eventualmente (in rari casi) da nostri fotografi incaricati che lavorano in presenza dello staff. Per tale motivo un eventuale diniego da parte della famiglia renderebbe talmente complessa la gestione in situ del campo da essere impraticabile, motivo per cui abbiamo predisposto il modulo con la sola conferma, affinché i genitori ne siano, giustamente, informati e consapevoli.

Fermo restando tutto questo, cioè l’impossibilità oggettiva di garantire in senso proprio che in qualche forma nelle immagini del campo possano sfuggire alcune immagini dei figlia e l’impossibilità di attivare complessi percorsi di verifica e controllo delle immagini ex-post senza timore di errore, è ovviamente possibile per esigenze particolari, chiedere ai singoli staff di prestare specifica attenzione a cercare di non riprendere qualcuno in particolare. Suggerirei comunque ad esclusione dei momenti di foto di gruppo, in quanto non sarebbe proponibile escludere qualcuno. Foto di gruppo che possono essere usate liberamente da noi per tutti gli scopi di dettaglio elencati sopra.

Lo ripetiamo, a scanso di equivoci, perché è veramente il punto centrale della nostra necessità di rendere obbligatoria la firma della liberatoria per la partecipazione al campo: è oggettivamente impossibile poter garantire che i partecipanti non vengano anche solo accidentalmente ripresi e che noi li si possa riconoscere uno per uno nelle immagini che ci scambiamo all’interno dell’organizzazione. 

Info Utili

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WWF IN AZIONE:
IL CUORE SELVAGGIO DELL’APPENNINO

Messico, Colombia, Ecuador (e Galapagos), Perù e Cile

L’Abruzzo è una delle regioni più naturali d’Italia. Oltre un terzo del territorio è tutelato da aree protette, tra parchi nazionali, parchi regionali e riserve naturali. Qui si concentrano ecosistemi montani, foreste appenniniche, praterie d’alta quota, gole rocciose e zone umide che ospitano alcune delle specie più rare del Paese.

Il simbolo di questa ricchezza è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una delle prime aree protette istituite in Italia e ancora oggi uno dei principali baluardi della biodiversità appenninica. Accanto ad esso operano altre aree di straordinario valore naturalistico, come il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Maiella.

In questo sistema di aree protette sopravvivono grandi carnivori, ungulati, rapaci e una flora endemica adattata alle condizioni dell’Appennino centrale.

Le principali minacce

Nonostante l’ampia presenza di parchi, la biodiversità abruzzese resta fragile.

Frammentazione degli habitat, infrastrutture stradali, bracconaggio, conflitti con attività zootecniche e perdita di connessioni ecologiche mettono a rischio specie già vulnerabili. Anche l’abbandono delle aree interne e il cambiamento climatico alterano gli equilibri degli ecosistemi montani.

La sfida non è solo proteggere le aree esistenti, ma garantire continuità ecologica tra i territori e favorire una convivenza stabile tra uomo e grandi predatori.

COSA FA IL WWF

Il WWF opera in Abruzzo attraverso attività di conservazione diretta, sensibilizzazione e collaborazione con enti parco e comunità locali.

Aree protette e rete ecologica

Il WWF sostiene il rafforzamento del sistema delle aree protette italiane e la loro efficace gestione, promuovendo una rete ecologica che colleghi i parchi e riduca la frammentazione degli habitat.

La tutela dell’Appennino centrale è strategica per garantire spazi vitali a specie a bassa densità come orsi e lupi, che necessitano di territori vasti e connessi. Lavorare sulle aree protette significa quindi non solo conservare, ma anche migliorare la qualità degli habitat e prevenire nuove pressioni.

Orso bruno marsicano

L’Abruzzo è il nucleo vitale dell’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una sottospecie unica al mondo che vive esclusivamente nell’Appennino centrale. La popolazione conta circa 50–60 individui ed è classificata come in pericolo critico.

Il WWF sostiene azioni concrete per ridurre le cause di mortalità: installazione di recinzioni elettrificate a protezione di allevamenti e coltivazioni, prevenzione degli incidenti stradali, gestione dei rifiuti nei centri abitati per evitare attrazioni alimentari, diffusione di strumenti di dissuasione non cruenti.

Attraverso il progetto “Orso 2×50”, il WWF promuove l’obiettivo di raddoppiare areale e popolazione entro il 2050, migliorando la sicurezza degli habitat e la convivenza con le comunità locali.

Lupo appenninico

Il lupo (Canis lupus) è tornato protagonista degli ecosistemi italiani dopo essere stato vicino all’estinzione negli anni ’70. Oggi rappresenta una specie chiave per l’equilibrio naturale, regolando le popolazioni di ungulati e contribuendo alla salute degli ecosistemi forestali.

In Abruzzo il WWF lavora per ridurre i conflitti con la zootecnia attraverso misure preventive: promozione di cani da guardiania, recinzioni elettrificate e corretta gestione delle greggi.

Parallelamente, porta avanti attività di informazione per contrastare disinformazione e persecuzione illegale, favorendo una convivenza basata su dati scientifici e strumenti concreti.

Educazione e coinvolgimento

Il WWF organizza attività sul territorio, campi natura e iniziative di sensibilizzazione dedicate alla conoscenza dei grandi carnivori e alla tutela degli ecosistemi appenninici.

Il lavoro in Abruzzo non si limita alla protezione delle singole specie, ma mira a rafforzare un modello di coesistenza tra comunità locali e fauna selvatica, in un territorio che rappresenta uno dei cuori naturali più importanti d’Italia.

Fonti: wwf.it

WWF IN AZIONE:
MAR MEDITERRANEO

Messico, Colombia, Ecuador (e Galapagos), Perù e Cile

Il Mar Mediterraneo rappresenta meno dell’1% della superficie oceanica globale, ma ospita circa il 10% delle specie marine conosciute, oltre un quarto delle quali vive esclusivamente qui.

Gran parte del bacino è costituita da un mare profondo con caratteristiche straordinarie: dai 300–500 metri fino al fondale la temperatura rimane stabile e non scende mai sotto i 12,8°C, circa 10°C in più rispetto all’Oceano Atlantico alla stessa profondità.

Questa condizione, unita a millenni di interazione tra natura e presenza umana, ha generato un patrimonio biologico unico. Il 44% dei pesci e il 25% dei mammiferi del bacino sono endemici, così come oltre metà delle piante dell’ecoregione mediterranea. Oltre 8.000 specie marine popolano queste acque, tra cui più di 80 specie di squali, razze e chimere.

La biodiversità mediterranea sostiene economie costiere, pesca artigianale e identità culturali radicate da secoli.

Il Mediterraneo è un mare semi-chiuso e fortemente antropizzato.

Pesca eccessiva e illegale, inquinamento da plastica e contaminanti chimici, traffico marittimo crescente, specie aliene invasive e acidificazione delle acque alterano un equilibrio già fragile. Turismo non sostenibile e consumo di suolo costiero aggravano ulteriormente la pressione sugli ecosistemi.

Oggi 42 specie di squali e razze sono considerate minacciate, mentre mammiferi marini, tartarughe e foche monache subiscono impatti cumulativi che compromettono la resilienza dell’intero sistema.

Cosa fa il WWF

La tutela del Mediterraneo è una priorità storica per il WWF. Dopo la campagna “Il mare deve vivere” del 1978, l’impegno prosegue oggi con l’iniziativa “Senza il mare non si vive”, in coordinamento con WWF Spagna, Grecia, Francia e con la Mediterranean Marine Initiative, che coinvolge anche i Paesi della sponda sud e dei Balcani.

Economia blu

Il WWF promuove una pianificazione marittima basata sugli ecosistemi e una gestione integrata delle zone costiere, lavorando con governi, imprese e investitori per applicare i principi della Blue Economy Finance e garantire che sviluppo economico e conservazione procedano insieme.

Pesca

L’obiettivo è riportare gli stock ittici verso il recupero attraverso piani di gestione a lungo termine, contrastare la pesca illegale e rafforzare trasparenza e tracciabilità lungo la filiera. Il WWF collabora con aziende e operatori per dimostrare che approvvigionamenti sostenibili sono una scelta concreta e vantaggiosa.

Aree Marine Protette

Il WWF lavora in dieci Paesi mediterranei per creare una rete coerente e connessa di Aree Marine Protette, che includa habitat costieri e offshore. Centrale è il coinvolgimento di pescatori, operatori turistici e comunità locali nella gestione condivisa, generando benefici economici e ambientali.

Fauna marina

Particolare attenzione è dedicata a mammiferi marini, squali e razze, tartarughe. Si promuovono attrezzi da pesca più selettivi per ridurre le catture accidentali, sistemi per prevenire collisioni con le navi e attività di monitoraggio scientifico, come nel Santuario Pelagos, per comprendere meglio movimenti e pressioni sugli animali.

Plastica e restauro

A livello globale il WWF sostiene un trattato ONU contro la dispersione di plastica nei mari; nel Mediterraneo promuove misure più stringenti su raccolta rifiuti e plastiche monouso, coinvolgendo città e settore turistico.

Attraverso il progetto europeo MERCES ha inoltre sviluppato interventi di restauro degli ecosistemi marini, basati sulla rimozione delle pressioni antropiche e sul ripristino delle funzioni ecologiche.

Fonti: https://www.wwfmmi.org/ wwf.it

WWF IN AZIONE:
ANTARTIDE

Messico, Colombia, Ecuador (e Galapagos), Perù e Cile

L’Antartide è il termostato della Terra. Le sue calotte glaciali riflettono la luce solare, mantenendo temperature stabili, mentre le correnti oceaniche diffondono vita in tutto il pianeta.

La salute dei suoi ecosistemi è dunque indissolubilmente legata a quella dell’intero sistema climatico globale. Un continente di ghiaccio circondato da uno degli oceani più incontaminati del pianeta, l’Antartide e l’Oceano Meridionale brulicano di vita: sciami di krill, megattere che emergono dalle acque, foche, pinguini e orche. Pur estendendosi per oltre 20 milioni di km², l’Antartide non ha una popolazione umana permanente. 

Il suo clima estremo — tra venti gelidi, scarse precipitazioni e temperature fino a -94 °C — la rende il più grande deserto polare del mondo. Eppure queste acque ospitano oltre 8.000 specie marine, più della metà uniche al mondo.

L’Antartide accoglie metà delle specie di pinguini esistenti, 15 specie di balene e delfini e oltre 30 di uccelli marini e foche.
Al centro della catena alimentare si trova il krill antartico, piccolo ma essenziale per la sopravvivenza di pinguini, foche e balene, e capace di immagazzinare grandi quantità di carbonio, fino a 23 mega tonnellate l’anno.
Le acque fredde e dense dell’Oceano Meridionale alimentano inoltre la corrente termoalina globale, che distribuisce calore e nutrienti regolando il clima terrestre.

Cosa fa il WWF

Il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacci e alterando gli ecosistemi. La pesca intensiva, in particolare del krill, mina la base della catena alimentare. Pesca illegale, inquinamento marino e specie invasive aggravano ulteriormente la situazione, mettendo a rischio balene, foche e pinguini.

L’impegno del WWF in Antartide

WWF collabora con scienziati, governi e comunità locali per proteggere la biodiversità dell’Oceano Meridionale attraverso azioni di conservazione su larga scala e advocacy internazionale. Le principali linee di intervento comprendono:

Protezione dei giganti antartici: salvaguardia di balene, foche e altre grandi specie marine attraverso collaborazioni con popolazioni indigene, istituzioni e comunità costiere per proteggere vasti ecosistemi marini.

Tutela delle rotte migratorie delle balene – i “Blue Corridors”:
Queste rotte migratorie, chiamate whale superhighways, collegano le aree dove le balene si nutrono, si accoppiano, partoriscono e crescono i piccoli. Alcune percorrono migliaia di chilometri ogni anno, attraversando acque nazionali e internazionali.
Purtroppo, queste vie coincidono sempre più con le rotte commerciali e le attività umane, aumentando il rischio di collisioni, rumore sottomarino e catture accidentali.

Il WWF, insieme ai suoi partner, mappa i corridoi migratori globali per identificare le aree di sovrapposizione tra rotte delle balene e impatti umani, così da orientare strategie di tutela più efficaci.

L’organizzazione chiede al governo australiano di rafforzare il proprio impegno nel proteggere le balene attraverso:

  • Riduzione delle catture accidentali e uso di attrezzi da pesca “whale-safe”.
  • Regole di rallentamento obbligatorio delle navi e misure contro rumore e collisioni.
  • Riconoscimento e sostegno al ruolo delle comunità tradizionali e costiere nella gestione e conservazione del mare.

Advocacy globale: promozione di politiche marine internazionali per limitare la pesca eccessiva, contrastare gli effetti della crisi climatica e rafforzare la cooperazione tra Paesi.

Fonte: wwf.org.au

WWF IN AZIONE:
OCEANO PACIFICO ORIENTALE

Messico, Colombia, Ecuador (e Galapagos), Perù e Cile

Dalle coste del Messico fino al Cile, l’Oceano Pacifico orientale collega un mosaico di ecosistemi marini dove natura, persone e clima sono strettamente connessi. Tra mangrovie, barriere coralline e correnti oceaniche ricche di vita, il WWF lavora con governi, comunità e partner per garantire un futuro sostenibile a questo vasto “seascape”. Insieme, Messico, Colombia, Ecuador, Perù e Cile racchiudono 10 milioni di chilometri quadrati di acque e habitat costieri, fondamentali per la pesca e per l’economia locale.

Il Pacifico orientale è un corridoio vitale per la vita marina. Le correnti del California, di Humboldt e l’equatoriale trasportano acque fredde e ricche di nutrienti, alimentando una biodiversità straordinaria che include balene, mante, tartarughe marine, tonni, calamari e squali. Oltre 40 specie di cetacei migrano attraverso queste acque. Le Isole Galápagos, al largo dell’Ecuador, ospitano iguane marine, pinguini delle Galápagos e leoni marini: un laboratorio vivente dell’evoluzione e un simbolo globale di conservazione.

Cosa fa il WWF

L’abbondanza della regione è sempre più a rischio. La pesca illegale e insostenibile minaccia specie come il mahi mahi, il tonno e il calamaro, mentre il bycatch mette in pericolo tartarughe, uccelli marini e squali. L’espansione dell’acquacoltura di gamberi ha distrutto vaste aree di mangrovie, fondamentali per la protezione climatica. 

La plastica e le reti fantasma soffocano la fauna marina: nelle Galápagos, un terzo delle specie rischia di rimanere intrappolato o ingerire plastica. La debole governance e i fondi insufficienti rendono molte aree protette inefficaci. In alcune zone costiere, povertà e mancanza di alternative alimentano criminalità marittima e pesca illegale.

Da oltre 15 anni, il WWF promuove un approccio regionale e scientifico alla conservazione marina, unendo comunità, mercati e istituzioni per uno sviluppo blu sostenibile.

Verso una pesca più sostenibile
Il WWF collabora con pescatori, governi e aziende per rendere le filiere del pesce più sostenibili e tracciabili. Con il Fisheries Improvement Fund, lanciato nel 2023, sostiene la pesca di tonno, calamaro e mahi mahi, riducendo l’impatto sugli ecosistemi e migliorando le condizioni economiche delle comunità costiere.

Tutela delle aree marine e costiere
Il WWF sostiene modelli di conservazione basati sulle comunità e sulla scienza. Dalla nuova riserva marina delle Galápagos alla gestione costiera in Messico e Cile, promuove aree protette eque, partecipative e ben finanziate, in linea con l’obiettivo globale di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030.

Protezione della fauna migratoria
Il “corridoio blu” dal Messico al Cile è una delle più grandi rotte migratorie marine del pianeta. Il WWF protegge il corridoio blu monitorando le rotte delle balene, promuovendo politiche di tutela a livello regionale, riducendo il rischio di catture accidentali e di reti fantasma, e sostenendo forme di turismo sostenibile che portano benefici diretti alle comunità costiere.

Restauro e protezione delle mangrovie
Le mangrovie di Messico, Colombia ed Ecuador sono barriere naturali contro il cambiamento climatico. Il WWF ne sostiene il restauro, la gestione sostenibile della pesca e modelli assicurativi che incentivano l’acquacoltura responsabile, contribuendo a salvaguardare oltre 1,6 miliardi di tonnellate di carbonio.

Attraverso la collaborazione tra governi, pescatori e comunità, il WWF lavora per mantenere il Pacifico orientale un oceano vivo e produttivo — ricco di biodiversità, resilienza e speranza per le generazioni future.

Fonte: https://www.worldwildlife.org/places/eastern-pacific-ocean/

WWF IN AZIONE:
FILIPPINE

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

Con oltre 7.000 isole, le Filippine si trovano nel cuore del Triangolo dei Coralli, uno dei più grandi centri mondiali di biodiversità marina. Le sue acque ospitano migliaia di specie di pesci, coralli, tartarughe e squali, garantendo equilibrio agli ecosistemi e sostentamento a milioni di persone. Il WWF opera in tutto l’arcipelago per affrontare tre priorità urgenti: proteggere gli habitat marini, ridurre l’inquinamento da plastica e favorire la transizione verso un’energia sostenibile.

Dalle barriere coralline di Palawan alle acque ricche dello Stretto di Ticao-Burias, le Filippine ospitano una straordinaria varietà di vita marina — squali balena, mante, tartarughe marine, delfini e pesci di barriera.

Il WWF collabora con governi locali, comunità costiere e istituti scientifici per creare reti di aree marine protette (MPA) e ripristinare ecosistemi vitali come mangrovie, foreste costiere e praterie di fanerogame.

Il progetto Northeast Palawan Marine Protected Area Network collega decine di aree protette per rafforzare la conservazione di pesci e coralli, mentre Save Ticao-Burias Pass tutela uno degli ultimi habitat integri per gli squali balena e le specie pelagiche migratrici.

Cosa fa il WWF

Lo sviluppo urbano, la pesca eccessiva e la cattiva gestione dei rifiuti stanno mettendo a rischio molti ecosistemi costieri. Nella regione Asia-Pacifico, le popolazioni di fauna selvatica sono diminuite del 55% dagli anni ’70. Le principali minacce sono:

  • Inquinamento da plastica e microplastiche, che soffocano barriere coralline e fauna marina.
  • Deforestazione costiera e perdita di habitat, che accelerano erosione e degrado ambientale.
  • Cambiamenti climatici, che intensificano tempeste, alluvioni e innalzamento del mare, minacciando isole e barriere coralline.

     

L’impegno del WWF nelle Filippine

Aree marine protette e gestione comunitaria
Attraverso i progetti Save Ticao-Burias Pass Protected Seascape e Northeast Palawan MPAN, il WWF rafforza la conservazione marina collegando governi locali, popolazioni indigene e comunità costiere nella gestione condivisa delle aree protette.

Lotta all’inquinamento da plastica
L’iniziativa Plastic Pollution Free Coastal Town a Donsol, sviluppata con WWF-Svizzera, mira a trasformare la località in un modello costiero plastic-free fondato su principi di economia circolare.
Nel frattempo, Plastic Smart Cities – Manila City punta a una riduzione del 30% della plastica dispersa in mare entro il 2024 e del 100% entro il 2030.
Progetti come Project Calinisan a Batangas sperimentano strategie di gestione dei rifiuti e coinvolgono i cittadini attraverso attività di ricerca e formazione imprenditoriale.

Transizione energetica e azione climatica
Con i programmi FinRE-Butuan e MoRE-Philippines, WWF promuove l’uso di energie rinnovabili, rafforza la resilienza urbana e riduce le emissioni di gas serra.
Il progetto One Planet Cities sostiene le città nella transizione verso modelli urbani a basse emissioni, che rispettano gli obiettivi climatici globali e promuovono una crescita più sostenibile e partecipata.

Pesca sostenibile e sistemi alimentari
Il programma Sustainable Tuna sostiene le comunità di pescatori di Mindanao e Sulu nella gestione responsabile delle risorse e nella creazione di mercati più trasparenti.
Il progetto Sustainable Food Systems promuove pratiche agricole resilienti — come orti verticali e coltivazioni compatte di riso — per garantire sicurezza alimentare e reddito stabile alle famiglie rurali e urbane.

Fonte: https://www.wwf.org.ph/

WWF IN AZIONE:
CINA

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

La Cina ospita uno dei patrimoni naturali più ricchi del pianeta: dagli altipiani del Tibet ai deserti dello Xinjiang, dalle grandi foreste temperate fino alle coste del Mar Cinese Meridionale. Questo mosaico di ecosistemi, fondamentale per la regolazione del clima globale, è anche la casa di una biodiversità straordinaria e di comunità che da millenni convivono con essa.

WWF China lavora per proteggere e ripristinare questa ricchezza naturale attraverso programmi integrati su foreste, acque dolci, oceani e fauna selvatica, promuovendo allo stesso tempo uno sviluppo sostenibile in linea con il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming–Montreal, adottato durante la COP15.

Il vasto territorio cinese accoglie specie iconiche e habitat unici. Il panda gigante, la tigre dell’Amur, il leopardo dell’Amur e il foceno senza pinna dello Yangtze sono al centro delle iniziative di conservazione del WWF.
I programmi si concentrano sulla protezione dei corridoi forestali, sul ripristino delle zone umide e sulla creazione di reti di aree protette e aree conservate efficaci, per mantenere la connettività ecologica dalle montagne fino al mare. Le zone umide e i sistemi fluviali sono anche fondamentali per gli uccelli migratori, come gru, cicogne e oche, che percorrono le rotte dell’Asia orientale.

Cosa fa il WWF

Lo sviluppo urbano e industriale, la deforestazione, la pesca eccessiva e l’inquinamento rappresentano le principali pressioni sugli ecosistemi cinesi. Il degrado delle acque dolci, la frammentazione degli habitat e lo sviluppo costiero non regolato mettono a rischio la biodiversità. I cambiamenti climatici aggravano queste minacce, aumentando la frequenza di siccità, inondazioni e perdite di specie.
WWF China affronta queste sfide con un approccio basato sulla scienza, la riforma delle politiche, la promozione dei mercati sostenibili e le soluzioni basate sulla natura.

Foreste e specie bandiera
WWF China guida programmi a lungo termine per la conservazione forestale e il recupero delle specie in Sichuan, Shaanxi e Heilongjiang.
Le attività includono la creazione di corridoi ecologici per i panda giganti, il ripristino delle foreste e il recupero delle popolazioni di tigre e leopardo dell’Amur, insieme a una migliore governance forestale.

Acque dolci e zone umide
Nell’alto bacino dello Yangtze e nella regione del Qinghai, WWF promuove la tutela delle sorgenti fluviali e delle zone umide d’alta quota, monitora le specie d’acqua dolce e sostiene progetti di ripristino che migliorano la qualità dell’acqua e la resilienza climatica.

Mare e coste
In collaborazione con partner locali e nazionali, WWF lavora per rafforzare le aree marine protette, ridurre l’inquinamento da plastica e promuovere la pesca sostenibile, in particolare nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Giallo.

Politiche e mercati
WWF China sostiene l’attuazione del Quadro di Kunming–Montreal, allineando gli sforzi di governi, imprese e comunità verso il ripristino degli ecosistemi, la produzione e il consumo sostenibili e la finanza positiva per la natura.

Focus regionali

Sichuan — Il paesaggio del Panda gigante

Le montagne del Sichuan sono il cuore dell’habitat naturale del panda gigante e una delle aree simbolo della conservazione mondiale.
In collaborazione con la Giant Panda National Park Administration e con le autorità forestali provinciali, WWF supporta la creazione di corridoi ecologici che connettono le popolazioni di panda nei monti Minshan, Qionglai e Daxiangling.
I progetti includono la gestione forestale comunitaria, il ripristino delle foreste di bambù e iniziative di ecoturismo che portano benefici alle comunità locali, garantendo al tempo stesso l’integrità dell’habitat.
Queste attività rientrano nel programma “Panda and Forest Landscape”, che integra ricerca scientifica, monitoraggio della biodiversità e sostegno a mezzi di sussistenza sostenibili per le comunità montane.

Qinghai — Zone umide d’altopiano e sorgenti dello Yangtze

Il Qinghai, conosciuto come la “torre d’acqua dell’Asia”, ospita le sorgenti dello Yangtze, del Fiume Giallo e del Mekong.
WWF China opera qui per proteggere le delicate zone umide e le praterie d’alta quota che regolano il clima e sostengono una ricca biodiversità.
In collaborazione con le comunità locali, promuove pratiche di pascolo sostenibile, il ripristino dei terreni umidi e la tutela degli uccelli migratori e delle specie d’acqua dolce.
Il programma sostiene anche azioni di adattamento al cambiamento climatico per mitigare gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai e del degrado del permafrost.
Questi interventi fanno parte della Yangtze Basin Initiative, che collega la salute ecologica delle sorgenti del Qinghai ai mezzi di sussistenza di milioni di persone che vivono più a valle.

FONTI: www.wwfchina.org

WWF IN AZIONE:
HIMALAYA ORIENTALE

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

L’Himalaya Orientale si estende per oltre 2.400 chilometri tra Nepal, Bhutan e India nord-orientale: un mosaico di ecosistemi e culture unico al mondo. Le sue vette – tra cui l’Everest – ospitano ghiacciai e fiumi che forniscono acqua a oltre due miliardi di persone e regolano il clima globale. Chiamato il Terzo Polo per la quantità di ghiaccio e acqua dolce che contiene, questo ecosistema montano è vitale per la stabilità del pianeta.

Qui vivono oltre 160 specie minacciate a livello globale, tra cui il leopardo delle nevi, la tigre del Bengala, il panda rosso, l’elefante asiatico e il rinoceronte maggiore con un solo corno. L’area ospita 10.000 specie vegetali, 300 mammiferi e quasi 1.000 uccelli. È l’unico luogo sulla Terra dove tigri e leopardi delle nevi condividono lo stesso habitat. Ma la crescita demografica, la deforestazione, il commercio illegale di fauna e il cambiamento climatico stanno mettendo in pericolo questo fragile equilibrio.

Cosa fa il WWF

Deforestazione, agricoltura intensiva e grandi infrastrutture frammentano gli habitat e contaminano le acque. La domanda di legname e di specie selvatiche alimenta il traffico illegale, aggravato dalla povertà e dalla disoccupazione giovanile. I conflitti tra persone e fauna – tigri, elefanti, leopardi delle nevi – aumentano man mano che gli spazi naturali si riducono.

Intanto, i ghiacciai himalayani si sciolgono a un ritmo mai registrato prima. La perdita di ghiaccio altera i flussi dei fiumi e minaccia la sicurezza idrica di milioni di persone, mentre eventi climatici estremi diventano sempre più frequenti.

L’impegno del WWF per proteggere l’Himalaya Orientale

Il WWF aiuta a proteggere, ripristinare e riconnettere i paesaggi naturali dell’Himalaya Orientale. Il nostro obiettivo è assicurare che piante e animali possano prosperare e, allo stesso tempo, che le comunità locali siano in grado di mantenere e migliorare i propri mezzi di sussistenza. Ci impegniamo, con i governi di Bhutan, India e Nepal e con le comunità locali, a proteggere foreste, habitat animali e fonti di acqua dolce. Collaboriamo anche per dare potere alle comunità affinché proteggano terre sacre e tradizionalmente gestite.

The Freshwater Challenge
La Freshwater Challenge è un’iniziativa guidata dal paese, creata e sostenuta anche dal WWF, che mira a ripristinare quasi 200.000 miglia di fiumi degradati e oltre 860 milioni di acri di zone umide degradate entro il 2030, oltre a conservare ecosistemi d’acqua dolce ancora intatti. Il Nepal, insieme ad altri 48 paesi e all’Unione Europea, ha aderito alla Freshwater Challenge. Questa iniziativa accelera piani, strategie e investimenti nazionali per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi d’acqua dolce e accresce i ritorni sociali ed economici di tali investimenti. In questo modo supporta i paesi nel raggiungimento dei loro impegni internazionali su clima, biodiversità, degrado del suolo, riduzione del rischio di catastrofi e sviluppo sostenibile.

Finanziamento sostenibile per le tigri
Decenni di sforzi di conservazione hanno portato a un aumento delle popolazioni mondiali di tigri selvatiche, ma il progresso è ancora fragile. Attraverso la Tiger Conservation Coalition, il WWF e altre ONG globali lavorano per garantire il futuro delle tigri attraverso il finanziamento sostenibile: investimenti affidabili a lungo termine da parte dei settori pubblici e privati. Questo contribuisce alla protezione dei paesaggi delle tigri e di alcune delle ultime aree selvatiche dell’Asia, sostenendo al contempo la crescita economica sostenibile delle popolazioni indigene e locali che vivono in e intorno a questi paesaggi.

Ripristinare il Terai Arc Landscape
La regione del Terai Arc in Nepal ospita rinoceronti e elefanti in pericolo, e la concentrazione più alta di tigri al mondo. Il WWF sta collegando 11 aree protette in questo paesaggio ripristinando le foreste tra di esse, fornendo corridoi d’habitat necessari per la sopravvivenza delle specie. Supportiamo anche le comunità locali e miglioriamo mezzi di sussistenza stabilendo gruppi di foresta comunitaria che permettono alle comunità di trarre beneficio dalle foreste gestendole e restaurandole.

Proteggere il patrimonio naturale del Bhutan
Oltre il 70 % del territorio del Bhutan è coperto da foreste ancora intatte. Il Bhutan ha un piano ambizioso per mantenere quasi 400.000 acri di «autostrade per la fauna» che collegano aree protette in tutto il paese. In qualità di unica organizzazione internazionale di conservazione con presenza permanente in Bhutan, il WWF collabora con il governo reale per affrontare i bisogni economici e ambientali del paese. Inoltre ci impegniamo e aumentiamo la capacità tecnica delle comunità locali attraverso l’educazione.

Proteggere le foreste del Nord-Est dell’India
Le foreste primarie si estendono dal Bhutan nell’India nord-orientale, dove una crescente popolazione umana e progetti infrastrutturali minacciano alcune delle maggiori foreste intatte dell’Asia. Il WWF applica le sue esperienze dalla conservazione comunitaria di Terai Arc e Bhutan per proteggere queste foreste in Assam e Arunachal Pradesh, restaurare habitat critici per gli elefanti e ridurre gli incidenti di conflitto uomo-elefante.

Proteggere le specie: ricerca e monitoraggio per guidare le strategie anti-bracconaggio
Il WWF lavora per proteggere alcune delle specie più minacciate dell’Himalaya Orientale, tra cui elefanti asiatici, leopardi delle nevi, tigri e panda rossi. Attraverso rilevazioni e monitoraggi utilizzando metodi come fototrappole, collari per specie e DNA ambientale (eDNA), stiamo ottenendo una migliore comprensione dei movimenti delle specie e della dinamica delle popolazioni. Queste informazioni possono guidare i piani di gestione e le misure di conservazione per proteggere le specie e i loro habitat.

Greater Himalayan Transboundary Conservation Landscape
Esteso attraverso l’Himalaya Orientale in Nepal, Bhutan e India, il WWF mira a salvaguardare e ripristinare oltre 38.000 miglia quadrate di ecosistemi sani e connessi in questa regione transfrontaliera di rilevanza globale. Poiché il cambiamento climatico sta intensificando le pressioni sulla biodiversità, sulle risorse naturali e sulle comunità montane, lavoriamo per rafforzare la cooperazione regionale per la conservazione. Ciò include il ripristino della connettività e la creazione di corridoi biologici che collegano aree prioritarie di conservazione all’interno di ciascun paese e attraverso i confini. L’istituzione di aree protette rafforzerà l’efficacia degli sforzi di conservazione e misure basate su aree protette, e proteggerà popolazioni selvatiche minacciate.

Fonte: https://www.worldwildlife.org/places/eastern-himalayas/

WWF IN AZIONE:
OCEANO PACIFICO SUDOCCIDENTALE E INDONESIA

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

Il vasto Oceano Pacifico Sudoccidentale, che comprende il Triangolo dei Coralli e le acque di Indonesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Fiji, è uno dei luoghi più ricchi di biodiversità marina del pianeta. Ospita sei specie di tartarughe marine e oltre 2.000 specie di pesci di barriera, oltre a estesi sistemi di mangrovie e barriere coralline tra i più vitali e variopinti della Terra.

Quest’area sostiene grandi popolazioni di tonni commercialmente importanti, alimentando un’industria globale multimiliardaria e fornendo mezzi di sussistenza a milioni di persone. Oltre 120 milioni di abitanti dipendono direttamente da questi ecosistemi marini per il cibo, il reddito e la protezione dalle tempeste.

Tuttavia, l’uso insostenibile delle risorse, lo sviluppo costiero e gli impatti sempre più gravi del cambiamento climatico stanno spingendo la natura sull’orlo del collasso. WWF lavora con governi, comunità e partner per proteggere questo straordinario ecosistema e garantire un futuro sostenibile per le persone e la natura.

Il Pacifico Sudoccidentale pullula di vita. Il Triangolo dei Coralli ospita il 75% delle specie di coralli del mondo — quasi 600 in totale — e rappresenta un rifugio per oltre 2.000 specie di pesci di barriera.

Sei delle sette specie di tartarughe marine esistenti vivono qui, insieme a balene, delfini, dugonghi e squali balena che attraversano questi “corridoi blu” per nutrirsi e riprodursi. È anche una zona fondamentale per la riproduzione dei tonni, essenziale per l’equilibrio ecologico e la sicurezza alimentare globale.

Cosa fa il WWF

Tra il 1970 e il 2018, le popolazioni di fauna selvatica nell’Asia-Pacifico sono diminuite del 55%. Lo sviluppo non regolamentato, la deforestazione, la pesca eccessiva e la mancanza di governance ambientale efficace stanno compromettendo gli ecosistemi.

Molti Paesi insulari — come Fiji, Papua Nuova Guinea e Isole Salomone — affrontano alti tassi di povertà e scarse opportunità economiche. Le loro economie, basate sulle risorse naturali, li rendono particolarmente esposti agli shock climatici ed economici.

L’innalzamento dei mari, le tempeste sempre più violente e il progressivo sbiancamento dei coralli stanno minacciando la sopravvivenza delle comunità costiere e la sicurezza alimentare di milioni di persone.

Adattamento e mitigazione climatica

WWF sostiene soluzioni basate sulla natura in Fiji, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Isole Salomone. Nel distretto di Nadogo, alle Fiji, ha aiutato le comunità locali a dichiarare protetta un’area di 65 ettari di mangrovie chiamata Nukuvadra. Questi ecosistemi sono fondamentali per l’assorbimento di carbonio — fino a cinque volte più delle foreste terrestri — e proteggono le coste garantendo anche sicurezza alimentare.

Conservazione e aree protette

WWF contribuisce alla creazione e gestione di aree marine protette in tutta la regione. In Indonesia ha partecipato allo sviluppo di quasi il 19% delle AMP nazionali, mentre alle Fiji ha guidato il primo monitoraggio in 16 anni della Great Sea Reef e la creazione di un santuario per squali nel fiume Dreketi. In Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone promuove la gestione comunitaria della pesca, fondamentale per mantenere l’equilibrio ecologico e le risorse alimentari.

Economia sostenibile e risorse naturali

WWF collabora con imprese e governi per rendere più sostenibili la pesca e l’acquacoltura. Alle Fiji lavora con la flotta industriale del tonno per ridurre le catture accidentali di squali e migliorare la tracciabilità; in Indonesia promuove pratiche di acquacoltura di barriera sostenibili per ridurre la pressione sulle popolazioni selvatiche.

Contro il bracconaggio delle tartarughe

In Indonesia, il lavoro con le comunità locali ha portato risultati notevoli: nell’isola di Buru, il bracconaggio dei nidi di tartarughe liuto è stato eliminato, mentre nelle isole Kei la cattura di tartarughe adulte è diminuita del 70%. Un successo che dimostra come educazione e partecipazione locale possano davvero cambiare il destino delle specie minacciate.

Fonte: https://www.worldwildlife.org/places/southwest-pacific-ocean-and-indonesia/

WWF IN AZIONE:
LADAKH

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

A oltre 4.000 metri di altitudine, il Ladakh si estende tra i picchi innevati dell’Himalaya e gli altipiani aridi del Tibet. È una terra estrema e fragile, dove vivono il leopardo delle nevi, i lupi tibetani, gli arieti blu e innumerevoli specie di uccelli migratori. Su questi altipiani, la comunità nomade dei Changpa alleva capre pashmina e mantiene un profondo legame spirituale con la terra.

Ma questo equilibrio è sempre più minacciato. Il cambiamento climatico prosciuga le sorgenti, riduce i pascoli e accentua i conflitti tra pastori e predatori. Conoscenze tradizionali e stili di vita millenari rischiano di scomparire. WWF-India lavora insieme alle comunità locali per costruire un futuro dove cultura e conservazione possano coesistere.

Tra le catene montuose del Ladakh si nasconde una delle faune d’alta quota più ricche al mondo. Il leopardo delle nevi, chiamato Shan, domina queste terre insieme a bharal, marmotte himalayane e argali tibetani. Laghi e zone umide come Tso Moriri e Pangong Tso ospitano oche testagrigia, gru dal collo nero e casarca. Questi ecosistemi formano un corridoio vitale tra Himalaya e altopiano tibetano, fondamentale per l’adattamento della fauna ai cambiamenti climatici.

Cosa fa il WWF

Il fragile equilibrio tra persone e natura è sotto pressione. Il cambiamento climatico accelera lo scioglimento dei ghiacciai e riduce i pascoli. Il degrado ambientale e la frammentazione degli habitat compromettono la produttività delle praterie. I conflitti con la fauna selvatica, in particolare con leopardi delle nevi e lupi, causano gravi perdite di bestiame. Le pressioni socio-economiche e migrazione giovanile mettono a rischio la trasmissione delle conoscenze tradizionali.

Da oltre dieci anni WWF India lavora in Ladakh per promuovere la coesistenza tra comunità e fauna, rafforzando la resilienza delle popolazioni di montagna.

Donne e artigianato per la conservazione
Con la Darwin Initiative, WWF India e Charkha Ladakh Phyang hanno formato decine di artigiane, che oggi producono tessuti sostenibili valorizzando la cultura locale e riducendo la dipendenza da risorse naturali.

Ripristino dei pascoli e governance condivisa
Nel 2025 WWF India ha facilitato un incontro storico a Leh, dove oltre cento rappresentanti di comunità, enti locali e istituzioni hanno elaborato una visione comune per la gestione sostenibile dei pascoli. Da questo processo nasce il progetto di un Consiglio dei Pascoli del Ladakh, piattaforma di coordinamento tra governo e comunità per garantire la tutela ecologica e culturale del Changthang.

Riduzione dei conflitti uomo-fauna
Per proteggere sia le persone sia i leopardi delle nevi, WWF India ha costruito “smart corrals” — recinti anti-predatore co-progettati con gli abitanti — nei villaggi di Tuna, Matho e Yangthang. Queste strutture economiche e termicamente efficienti prevengono gli attacchi e migliorano la salute del bestiame, riducendo la necessità di uccisioni di ritorsione.

Conservazione guidata dalle comunità
WWF India continua a lavorare con i pastori per mappare i pascoli, migliorare l’accesso all’acqua e ripristinare le praterie con specie native. Programmi per giovani e catene del valore sostenibili per la lana pashmina stanno creando nuove opportunità e rafforzando il legame tra natura e cultura.

Il Ladakh è un luogo dove la sopravvivenza stessa dipende dalla cooperazione. Grazie al dialogo, alla fiducia e al rispetto delle tradizioni, il WWF e le comunità locali stanno costruendo un futuro di coesistenza tra persone, animali e montagne.

Fonti: ladakh.gov.in; wwfindia.org

WWF IN AZIONE:
ARTICO

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

L’Artico è una regione unica al mondo, un vasto mosaico di ghiacci, tundra e oceano che si trasforma più rapidamente di qualsiasi altro luogo del pianeta. Si estende su otto Paesi e ospita circa 4 milioni di persone, culture antiche e una straordinaria biodiversità. Ma il riscaldamento qui procede quasi il doppio più velocemente rispetto alla media globale, alterando equilibri climatici, ecosistemi e comunità umane.

Nell’Artico americano, i mari di Bering, Beaufort e Chukchi sono tra gli ecosistemi marini più produttivi al mondo: nutrono balene grigie, trichechi, foche e milioni di uccelli marini, oltre a fornire quasi metà del pescato statunitense. Sulla sponda opposta, la penisola russa della Kamčatka produce un quarto del salmone selvatico del Pacifico. Tuttavia, la regione è sempre più minacciata da cambiamenti climatici, trivellazioni, estrazioni minerarie, traffico navale e pesca eccessiva.

L’Artico ospita una ricchezza di vita sorprendente: orsi polari, volpi artiche, caribù, buoi muschiati, balene e milioni di uccelli migratori. La banchisa è la piattaforma vitale su cui molte specie si nutrono e si riproducono, ma oggi si forma più tardi e si scioglie prima, riducendo lo spazio vitale per orsi polari e foche dagli anelli.

Sotto la superficie, minuscoli organismi come plancton e pteropodi sostengono un complesso reticolo alimentare da cui dipendono pesci, uccelli e mammiferi marini. Ogni estate milioni di uccelli migratori raggiungono la tundra artica per nidificare: la sua biodiversità è essenziale per la salute dell’intero pianeta.

Cosa fa il WWF

Il cambiamento climatico è la minaccia più grave. L’Artico si riscalda quasi due volte più velocemente del resto del mondo, con lo scioglimento dei ghiacci, il disgelo del permafrost e l’innalzamento dei mari. La perdita della banchisa priva orsi polari, foche e trichechi del loro habitat, mentre l’acidificazione delle acque indebolisce plancton e molluschi, base della catena alimentare.

Le trivellazioni petrolifere rappresentano un rischio enorme: in caso di sversamento, la pulizia sarebbe quasi impossibile e gli effetti devastanti per decenni. Le attività minerarie, come il progetto Pebble Mine in Alaska, potrebbero distruggere habitat cruciali per il salmone e contaminare interi bacini fluviali. Il traffico marittimo è in forte aumento con il ritiro dei ghiacci: lo stretto di Bering, tra Alaska e Russia, sta diventando una nuova rotta commerciale, con conseguenze per balene e uccelli marini.

Anche la pesca non sostenibile mette sotto pressione gli ecosistemi artici: il WWF sostiene pratiche precauzionali e la gestione responsabile delle risorse ittiche.

L’impegno del WWF per proteggere l’Artico

Il WWF lavora in tutto l’Artico per garantire che lo sviluppo economico avvenga nel rispetto della natura e delle comunità locali, promuovendo una visione di regione resiliente, ricca di biodiversità e governata in modo equo e partecipativo. La nostra strategia unisce scienza, politiche pubbliche e saperi indigeni per proteggere la fauna, migliorare la governance e ridurre le pressioni del cambiamento climatico e delle attività industriali.

Sviluppo sostenibile e a basse emissioni
Di fronte all’interesse crescente per l’estrazione di petrolio, gas e minerali, il WWF lavora per garantire che ogni forma di sviluppo sia basata su criteri di sostenibilità e conoscenze scientifiche. Sosteniamo la fine delle nuove trivellazioni nell’Artico americano e promuoviamo l’adozione di energie rinnovabili nelle comunità che oggi dipendono ancora dai combustibili fossili. Allo stesso tempo, incoraggiamo pratiche di pesca sostenibile e gestita localmente, in grado di garantire benefici economici a lungo termine senza compromettere gli ecosistemi marini.

Rafforzare la governance dell’Artico
Il WWF collabora con istituzioni locali, nazionali e internazionali, in particolare con l’Arctic Council, il principale forum intergovernativo per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile della regione. In qualità di Osservatore dal 1998, il WWF ha sviluppato strumenti come l’Arctic Council Conservation Scorecard, che valuta l’efficacia con cui i Paesi membri applicano le misure di conservazione. Questo favorisce la trasparenza e incoraggia i governi a rendere conto dei propri progressi nella protezione degli ecosistemi artici.

Protezione delle aree ecologicamente critiche
Il WWF immagina un Artico in cui habitat e specie siano tutelati attraverso una rete di aree marine protette e gestite in modo coordinato. Con ArcNet – la rete artica di aree prioritarie per la conservazione – abbiamo identificato 83 zone chiave che coprono oltre 5,9 milioni di chilometri quadrati di oceano. Questo strumento, già pronto per l’attuazione, fornisce dati scientifici, mappe e linee guida per aiutare i Paesi artici a raggiungere l’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli habitat marini e costieri entro il 2030.
ArcNet promuove anche la creazione di aree protette in acque internazionali, grazie al Trattato sull’Alto Mare, assicurando la connettività ecologica su scala oceanica.

Last Ice Area: l’ultimo baluardo del ghiaccio pluriennale
Negli ultimi quarant’anni, il 95% dei ghiacci permanenti dell’Artico è scomparso. Quelli che restano – la Last Ice Area, tra la Groenlandia e l’arcipelago artico canadese – costituiscono l’ultimo rifugio per orsi polari, trichechi e balene artiche. Il WWF concentra qui le proprie azioni di ricerca, collaborazione internazionale e creazione di nuove aree protette per salvaguardare questo ecosistema cruciale per il futuro dell’Artico.

Arctic Conservation Forecast Initiative
Con questa iniziativa, il WWF riunisce scienziati, climatologi e biologi marini per studiare come il cambiamento climatico modificherà gli ecosistemi artici nei prossimi decenni. Utilizzando modelli avanzati su temperatura, ghiaccio marino e scioglimento dei ghiacciai, l’iniziativa sviluppa scenari previsionali che guidano strategie di conservazione adattive, riducendo i rischi ambientali e aumentando la resilienza della biodiversità artica.

Pesca sostenibile e gestione marina
Il WWF partecipa attivamente all’accordo CAOFA (Central Arctic Ocean Fisheries Agreement), un patto internazionale vincolante che vieta la pesca commerciale nel cuore dell’Oceano Artico fino al 2039. Questo approccio precauzionale evita il rischio di sovrasfruttamento delle nuove aree liberate dal ghiaccio e consente di approfondire la conoscenza sulla biodiversità e sugli stock ittici della regione. Il WWF contribuisce con raccomandazioni scientifiche in linea con i principali accordi globali, come il Global Biodiversity Framework delle Nazioni Unite e il Trattato sull’Alto Mare.

Grazie a queste iniziative – che combinano scienza, cooperazione internazionale e partecipazione delle comunità indigene – il WWF lavora per un Artico in grado di resistere ai cambiamenti, proteggere la sua biodiversità e assicurare un futuro sostenibile a uno dei luoghi più straordinari e vulnerabili del pianeta.

Fonti:
https://www.worldwildlife.org/places/arctic/
https://www.arcticwwf.org/

WWF IN AZIONE:
U.S.A. GREAT PLAIN

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

Le Grandi Pianure si estendono per oltre 700 milioni di acri dal Canada al Messico, attraversando le Nazioni native e il cuore del Nord America. Sono uno dei più vasti e minacciati ecosistemi di prateria del pianeta: un mare d’erba attraversato da mandrie in migrazione e comunità, rurali e indigene, profondamente legate alla terra.

Questa regione ospita 2.900 specie vegetali e centinaia di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e pesci. Tra gli animali simbolo ci sono il bisonte delle pianure, il furetto dai piedi neri e il castoro nordamericano, ingegnere naturale dei corsi d’acqua. In passato, la regione era teatro di alcune delle più grandi migrazioni del pianeta: enormi mandrie di bisonti e pronghorn, stormi di uccelli migratori e sciami di farfalle monarca attraversavano il continente seguendo le stagioni.

Le Grandi Pianure comprendono anche grandi sistemi fluviali e acquiferi — tra cui il Rio Grande, il Mississippi, il Colorado e gli acquiferi Ogallala e High Plains — che forniscono acqua potabile, irrigazione e risorse energetiche. Quasi un terzo dei terreni irrigati degli Stati Uniti si trova sopra l’Ogallala, rendendo quest’area una delle principali regioni agricole del mondo. Tuttavia, oltre il 40% delle praterie è stato convertito in campi coltivati, frammentando gli habitat e riducendo drasticamente le popolazioni di fauna selvatica.

Le Grandi Pianure ospitano alcuni degli animali più emblematici del Nord America. Il bisonte delle pianure, il più grande mammifero terrestre del continente; il raro furetto dai piedi neri, che vive in simbiosi con le colonie di cani della prateria; e i castori, che modellano ecosistemi d’acqua dolce da cui dipendono decine di altre specie. Uccelli come il gallo delle praterie e l’allodola delle praterie prosperano in spazi aperti, mentre bombi e altri impollinatori mantengono l’equilibrio ecologico.

Nel Nord, vaste praterie temperate ancora intatte offrono rifugio alla fauna e opportunità di ripristino. L’allevamento sostenibile e i progetti guidati dalle Nazioni native stanno contribuendo a garantire un futuro a questi paesaggi e alle specie che li abitano.

Cosa fa il WWF

Ogni anno circa 2 milioni di acri di prateria vengono convertiti in campi coltivati, liberando carbonio e distruggendo habitat. In dieci anni, oltre 20 milioni di acri sono stati arati, con un crollo di uccelli delle praterie e impollinatori. Alberi invasivi come il cedro rosso orientale e il mesquite alterano il paesaggio e il ciclo dell’acqua.

La regione affronta siccità, alluvioni e incendi sempre più frequenti. A nord, l’aumento delle temperature e le precipitazioni irregolari minacciano le coltivazioni e i pascoli; a sud, una “mega-siccità” storica ha prosciugato le risorse idriche e intensificato l’uso degli acquiferi. Le condizioni più calde e secche riducono la qualità dei pascoli e aumentano i rischi per fauna, bestiame e persone.

Le politiche agricole e le pressioni economiche favoriscono la conversione dei pascoli in campi, riducendo la biodiversità e degradando i corsi d’acqua.

Strade, recinzioni e infrastrutture bloccano i corridoi migratori di specie come l’antilope americana e il cervo mulo, compromettendo la connettività ecologica. Molte comunità native e rurali vivono in condizioni di povertà, con accesso limitato a cibo e acqua. La perdita delle risorse tradizionali ha aumentato la vulnerabilità sociale.

Epidemie come la peste silvestre minacciano il furetto dai piedi neri e i cani della prateria; il cambiamento climatico può favorire nuove malattie zoonotiche.

Collaborazione con le Nazioni native
Le terre indigene sono tra le praterie meglio conservate del Nord America. WWF collabora con le comunità native per reintrodurre specie chiave come il bisonte e il furetto dai piedi neri, sostenendo al contempo il benessere delle comunità. Finora ha contribuito a creare e mantenere sei popolazioni di bisonti e sette di furetti.

Allevamento sostenibile
Attraverso il programma Sustainable Ranching Initiative e la rete RSVP, WWF aiuta gli allevatori con formazione, monitoraggio e incentivi economici per mantenere pascoli produttivi e prevenire la conversione agricola.

Scienza e innovazione
Il team scientifico del WWF monitora la salute degli ecosistemi, analizza dati su biodiversità, clima e habitat e orienta le strategie di conservazione a livello regionale.

L’obiettivo: un futuro in cui praterie, fauna e comunità possano prosperare insieme, garantendo biodiversità, sicurezza alimentare e identità culturale alle generazioni future.

Fonte:
https://www.worldwildlife.org/places/great-plains/

WWF IN AZIONE:
Oceano Indiano sud-occidentale

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

L’Oceano Indiano sudoccidentale (SWIO) è una delle regioni marine più ricche di biodiversità del pianeta. Lungo le coste di Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar, si estende un mosaico di mangrovie, praterie di fanerogame, barriere coralline e zone umide costiere.
Il cuore di questo ecosistema è il Canale del Mozambico settentrionale, un corridoio migratorio e un’area di riproduzione fondamentale per la fauna marina che collega l’Africa continentale al Madagascar.

Gli ecosistemi della regione brulicano di vita e sostengono oltre 60 milioni di persone che dipendono dal mare per cibo, reddito e cultura. Nonostante la sua ricchezza naturale, l’area presenta alti tassi di povertà e crescenti pressioni ambientali.
WWF lavora con comunità, governi e partner per garantire che l’oceano e le persone possano prosperare insieme, attraverso una gestione sostenibile delle risorse marine e degli ecosistemi costieri.

Cosa fa il WWF

La regione affronta piogge irregolari, siccità, alluvioni e tempeste costiere sempre più violente. Il riscaldamento degli oceani provoca sbiancamento dei coralli, migrazione dei pesci e perdita di mangrovie, mentre l’innalzamento del mare erode spiagge e aree di nidificazione delle tartarughe.

Ogni anno vengono pescate illegalmente circa 130.000 tonnellate di pesce, con una perdita economica di oltre 140 milioni di dollari.La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU), insieme a tecniche distruttive come la pesca con esplosivi o reti a maglie troppo strette, danneggia gli habitat marini e riduce la sicurezza alimentare.

Debolezza istituzionale e instabilità politica ostacolano la gestione efficace delle risorse marine e delle aree protette. La carenza di fondi, personale e infrastrutture limita il controllo e favorisce conflitti e corruzione legati all’uso delle risorse.

Nonostante il ruolo cruciale delle donne nella pesca e nell’acquacoltura, esse restano sottorappresentate nei processi decisionali e spesso mal retribuite. La parità di genere è un elemento fondamentale per una governance oceanica equa e sostenibile.

Protezione marina e costiera

WWF promuove la conservazione guidata dalle comunità, fornendo strumenti, fondi e supporto per gestire direttamente le risorse marine.
In Madagascar e Tanzania, i diritti di gestione delle comunità locali sono stati riconosciuti per legge. Ispirate al successo malgascio, le comunità tanzaniane hanno introdotto chiusure temporanee della pesca del polpo, un modello che rigenera la biodiversità marina e aumenta i guadagni.

Adattamento al cambiamento climatico

WWF aiuta le comunità a individuare vulnerabilità e sviluppare strategie di adattamento basate sugli ecosistemi.
In Madagascar, le comunità gestiscono 4.800 ettari di mangrovie e ne hanno restaurati 1.200 con tecniche di riforestazione “climate-smart”.
Nel 2024 WWF ha sostenuto il lancio della strategia nazionale per la protezione delle mangrovie, insieme ai Ministeri dell’Ambiente, della Pesca e dell’Economia Blu.

Microfinanza e imprese comunitarie

WWF promuove strumenti finanziari innovativi per diversificare le economie locali.
Nel paesaggio marino RUMAKI (delta del Rufiji, Isola di Mafia e costa di Kilwa) sono nati 527 gruppi di microfinanza, di cui due terzi in modo autonomo. Questi gruppi, spesso guidati da donne, sostengono attività economiche sostenibili legate alla tutela ambientale.
A livello regionale, con il programma SWIO Venture Builder, WWF collega microimprese e investitori per trasformare le iniziative di conservazione in modelli economici duraturi.

Economia blu sostenibile e resiliente

WWF collabora con le pescherie artigianali per creare sistemi di monitoraggio comunitario, raccogliere dati sulle catture e migliorare la gestione della pesca. In Mozambico, dove oltre 330.000 persone lavorano nella pesca artigianale, la gestione sostenibile tutela sia i mezzi di sussistenza che gli ecosistemi.

In Madagascar, WWF forma cooperative di pescatori su gestione aziendale e tecniche di conservazione dei prodotti, riducendo le perdite e migliorando i redditi — perché un oceano sano significa un’economia sana.

La visione WWF per l’Oceano Indiano sudoccidentale è quella di un’economia blu resiliente, inclusiva e prospera: una regione in cui comunità, coste e fauna marina vivano in equilibrio, garantendo che il mare continui a nutrire la vita per le generazioni future.

Fonti: https://www.worldwildlife.org/places/southwest-indian-ocean/

WWF IN AZIONE:
Oceano Indiano sud-occidentale

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

La regione dell’Oceano Indiano sudoccidentale dell’Africa racchiude un mosaico di ambienti naturali – dalle mangrovie ai letti di fanerogame marine fino alle barriere coralline. WWF opera in tutta l’area, collaborando con governi, comunità e partner locali in Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar. Gli ecosistemi marini di questa regione sono straordinariamente ricchi di biodiversità e il Canale del Mozambico settentrionale, tra la terraferma africana e il Madagascar, rappresenta un corridoio migratorio e un’area di riproduzione fondamentali per molte specie.

Oltre 60 milioni di persone vivono lungo le coste della regione, con culture e tradizioni profondamente legate all’oceano. Nonostante l’enorme ricchezza naturale, questa parte del mondo presenta alcuni dei più alti tassi di povertà e le popolazioni locali dipendono fortemente dalle risorse naturali. Per garantire un futuro a queste risorse, è essenziale gestirle in modo sostenibile insieme alle comunità costiere che da sempre ne sono le custodi e che svolgono un ruolo cruciale nella protezione e nella gestione delle aree costiere.

Cosa fa il WWF

Protezione marina e costiera: conservazione guidata dalle comunità

WWF collabora con le comunità locali per assicurare che dispongano delle competenze, dei finanziamenti e del supporto necessari a gestire efficacemente le proprie aree marine. Mentre in Mozambico i diritti di gestione comunitaria sono ancora in via di sviluppo, in Madagascar e in Tanzania le comunità hanno già ottenuto diritti formali per la gestione delle attività di pesca.
In Tanzania, ispirandosi al successo delle aree marine gestite localmente del Madagascar, WWF ha aiutato le comunità a introdurre chiusure temporanee delle zone di pesca del polpo, migliorando così la gestione di uno degli ecosistemi marini più produttivi e diversificati dell’Africa orientale e aumentando al tempo stesso le rese di pesca.

Protezione marina e costiera: adattamento ai cambiamenti climatici

WWF lavora con le comunità di tutta la regione dell’Oceano Indiano sudoccidentale per identificare le vulnerabilità legate al cambiamento climatico e sviluppare strategie di adattamento e resilienza. Per ridurre la pressione ambientale, WWF promuove la riduzione del rischio di disastri basata sugli ecosistemi e sostiene mezzi di sussistenza alternativi.
Le comunità del Madagascar gestiscono 12.000 acri di mangrovie e ne hanno ripristinati 3.000 utilizzando la metodologia di restauro “climate-smart” sviluppata da WWF. Nel 2024, WWF ha inoltre sostenuto il lancio di una strategia nazionale per la protezione delle mangrovie, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, della Pesca e dell’Economia Blu del Madagascar.

Economia blu sostenibile e resiliente: microfinanza e imprenditorialità comunitaria

WWF promuove lo sviluppo di competenze e meccanismi finanziari innovativi nella regione, concentrandosi sul miglioramento e la diversificazione dei mezzi di sussistenza – in particolare per donne e giovani – al fine di ripristinare gli ecosistemi costieri e ridurre le minacce ambientali.
A livello locale, WWF sostiene la creazione e il rafforzamento di gruppi di risparmio comunitari per stimolare la crescita economica e integrare la gestione degli ecosistemi.
Nel mosaico marino di RUMAKI in Tanzania (che comprende il delta del Rufiji, l’isola di Mafia e la zona costiera Kibiti-Kilwa) sono stati creati 527 gruppi di microfinanza, di cui due terzi nati in modo indipendente.
Attraverso il programma regionale SWIO Venture Builder, WWF lavora per sviluppare un sistema finanziario multisettoriale e multi-stakeholder a sostegno delle micro, piccole e medie imprese.

Economia blu sostenibile e resiliente: pesca sostenibile

WWF collabora con le comunità di pescatori per sviluppare sistemi di monitoraggio orientati alla gestione, in grado di analizzare i dati delle catture artigianali, individuare le tendenze annuali e supportare decisioni che migliorino la gestione delle risorse e limitino la sovrapesca.
Per le 334.000 persone che lavorano nella pesca artigianale in Mozambico – tra cui molte donne coinvolte in vari ruoli della filiera – una gestione sostenibile è fondamentale per mantenere sia i mezzi di sussistenza che la salute degli ecosistemi.
In Madagascar, WWF fornisce alle cooperative e associazioni ittiche locali formazione sulla gestione aziendale e attrezzature per la conservazione dei prodotti ittici. Questo rafforza le competenze di leadership locale, riduce le perdite di prodotto e permette a pescatori e venditori di aumentare l’efficienza diminuendo la pressione sugli ecosistemi marini.

Fonti: https://www.worldwildlife.org/places/southwest-indian-ocean

WWF IN AZIONE:
AFRICA AUSTRALE

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

L’Africa australe — che comprende Angola, Botswana, Namibia, Zambia, Zimbabwe e Sudafrica — è una regione di straordinaria biodiversità e paesaggi iconici.
Le sue savanes, zone umide e deserti, ospitano elefanti, leoni, rinoceronti, ippopotami e licaoni, mentre i bacini dello Zambesi e dell’Okavango garantiscono acqua e cibo a milioni di persone e animali.

Le aree protette, gestite dalle comunità o dallo Stato, formano una rete interconnessa che spesso oltrepassa i confini nazionali. Tra queste, la Kavango-Zambezi Transfrontier Conservation Area (KAZA) è una delle più grandi al mondo e rappresenta l’impegno del WWF nella conservazione transfrontaliera. La regione, tuttavia, affronta pressioni crescenti: bracconaggio, perdita di habitat, conflitti uomo-fauna, cambiamenti climatici e sviluppo infrastrutturale minacciano gli ecosistemi.

Da decenni WWF lavora con governi, comunità e partner locali per creare un paesaggio connesso, resiliente e sostenibile, con un impegno crescente in Sudafrica, dove si stanno sperimentando approcci innovativi di conservazione e gestione delle risorse naturali.

Cosa fa WWF

La crescita demografica e lo sviluppo agricolo e infrastrutturale degradano e frammentano gli ecosistemi, interrompendo i corridoi migratori e alterando i flussi naturali dei fiumi principali.

La scarsità d’acqua aumenta gli scontri tra persone e fauna: gli elefanti distruggono raccolti, i leoni e le iene attaccano il bestiame. In Sudafrica, l’espansione urbana vicino alle aree protette accresce la pressione sugli habitat naturali.

Il traffico di fauna è una delle principali minacce. Il Sudafrica e la Namibia ospitano il 70% dei rinoceronti del mondo, bersaglio dei bracconieri. Anche il pangolino è sempre più cacciato per carne e scaglie.

Temperature più alte, stagioni secche prolungate e piogge irregolari mettono a rischio sicurezza alimentare ed ecosistemi. Durante l’El Niño 2023–2024, la Zambia e lo Zimbabwe hanno vissuto gravi siccità, mentre il Sudafrica ha affrontato crisi idriche nella regione del Capo.

Tutela delle risorse idriche

WWF opera nei bacini dello Zambesi, Kafue, Luangwa e Cuando per garantire acqua pulita a persone e fauna. In Sudafrica, collabora con enti pubblici e privati per proteggere le aree sorgenti che riforniscono città come Città del Capo e Durban.

Conservazione comunitaria

WWF sostiene conservancies in Namibia, progetti di ecoturismo in Botswana e Zimbabwe e iniziative comunitarie in Sudafrica. Promuove inoltre agricoltura sostenibile e pesca co-gestita per ridurre la vulnerabilità economica.

Lotta al crimine ambientale

In Sudafrica, WWF lavora con le autorità per smantellare le reti di bracconaggio. Nel 2024, la Namibia ha inaugurato il suo Tribunale per i Crimini Ambientali, il secondo in Africa.

WWF sviluppa nuove tecnologie di rilevamento nei porti e negli aeroporti e guida la Coalizione globale contro il traffico online di fauna selvatica, attiva su oltre 50 piattaforme digitali.

Connessione degli ecosistemi

WWF promuove la connessione tra grandi paesaggi naturali, come lo Skeleton Coast–Etosha Bridge in Namibia e i Mega Living Landscapes in Sudafrica, oltre 13 milioni di ettari di habitat connessi. I collari satellitari e gli studi scientifici guidano una pianificazione più sostenibile e la creazione di corridoi ecologici nazionali.

Adattamento climatico

Con l’iniziativa Climate Crowd, WWF lavora con le comunità di Sudafrica, Namibia e Zimbabwe per introdurre pozzi solari, raccolta d’acqua piovana e agricoltura resiliente.Il Wildlife Adaptation Innovation Fund finanzia progetti per aiutare pinguini africani, buccheri e piante del deserto ad adattarsi ai nuovi climi.

Finanziamento sostenibile

Con il programma Enduring Earth, WWF e partner investono in progetti di lungo periodo in Sudafrica, Namibia e Botswana, garantendo che le aree protette siano ben gestite e finanziate in modo permanente, a beneficio delle comunità.

Sistemi alimentari sostenibili

In Sudafrica, Zambia e Zimbabwe, WWF lavora per ridurre gli sprechi e le emissioni nel settore alimentare.  A Victoria Falls e Livingstone, promuove sistemi circolari del cibo, campagne di sensibilizzazione e partnership tra imprese, scuole e giovani.

Fonte: https://www.worldwildlife.org/places/southern-africa/

WWF IN AZIONE: NAMIBIA

Situata nell’Africa australe, affacciata sull’Atlantico, la Namibia copre 200 milioni di acri di coste oceaniche, savane, pianure alluvionali e deserti spettacolari. Quasi il 45% del territorio è gestito con finalità di conservazione: parchi nazionali, riserve private e conservancies comunitarie. Giovane nazione indipendente dal 1990, la Namibia è stato il primo Paese africano a inserire la tutela ambientale nella Costituzione. 

Per correggere le disuguaglianze dell’apartheid, il governo ha riconosciuto alle popolazioni delle aree rurali il diritto di gestire e beneficiare delle proprie risorse naturali, creando un sistema di conservancies comunitarie.

Sostenute da enti pubblici e partner internazionali, queste aree hanno permesso la rinascita di leoni, ghepardi, rinoceronti e zebre, trasformando la Namibia in un modello mondiale di conservazione.

La Namibia partecipa inoltre a tre importanti progetti di conservazione transfrontaliera: Iona–Skeleton Coast, /Ai-/Ais–Richtersveld e la Kavango Zambezi Transfrontier Conservation Area (KAZA), la più grande area protetta terrestre del pianeta. Come la Costituzione namibiana, anche KAZA si fonda sull’idea che la conservazione possa essere motore di sviluppo economico e che persone e natura possano convivere armoniosamente.

Cosa fa WWF

L’aumento della fauna porta nuove tensioni: gli elefanti danneggiano colture e infrastrutture, i grandi predatori attaccano il bestiame. La convivenza richiede strategie efficaci per evitare ritorsioni e perdite economiche.

Circa il 92% del Paese è arido o semiarido, vulnerabile a temperature in aumento e piogge irregolari. La siccità prolungata impoverisce le falde e riduce la produttività agricola, minacciando sicurezza alimentare e biodiversità.

La Namibia è un bersaglio per il bracconaggio internazionale: i rinoceronti neri sono stati uccisi in numero record nel 2022, mentre il pangolino, ricercato per carne e scaglie, è oggi tra le specie più trafficate del Paese.

Sviluppo, turismo e agricoltura dipendono da risorse limitate. Con le piogge in calo e la peggiore siccità del secolo (2024), l’acqua è divenuta la principale sfida per il futuro.

Sostegno a conservancies e aree protette

Da oltre trent’anni, WWF collabora con governo e comunità per proteggere la biodiversità e i mezzi di sussistenza. Il programma delle conservancies comunitarie copre oggi oltre il 20% del territorio nazionale e genera più di 10 milioni di dollari l’anno a beneficio diretto delle popolazioni rurali.

Finanziamento a lungo termine

Namibia for Life, parte dell’iniziativa globale Enduring Earth, mira a garantire fondi permanenti per le 86 conservancies, sostenendo turismo, sviluppo locale e coesistenza pacifica con la fauna.

Crescita dell’ecoturismo

WWF favorisce la nascita di lodge e campeggi in joint venture che reinvestono gli utili nelle comunità.Il turismo naturalistico crea posti di lavoro, formazione e mercati per l’artigianato, e rappresenta una fonte di reddito sostenibile per le aree rurali.

Tutela delle specie e innovazione tecnologica

WWF supporta parchi e conservancies nell’adozione di EarthRanger, una piattaforma che integra dati GPS, pattuglie e segnalazioni, per monitorare e proteggere la fauna. Con le comunità San, combina tracciamento tradizionale e strumenti digitali (app, collari e sensori) per seguire i pangolini, prevenire il bracconaggio e creare opportunità di lavoro locale nel monitoraggio, nella formazione e nel turismo.

Connessione degli ecosistemi

WWF contribuisce a proteggere grandi paesaggi connessi come lo Skeleton Coast–Etosha Bridge, oltre 30.000 km² di habitat. Attraverso collari satellitari e studi scientifici, sostiene una pianificazione del territorio più intelligente e sicura per elefanti, leoni e ghepardi.

Lotta ai crimini ambientali

WWF supporta l’approccio governativo integrato contro il traffico illegale. Nel 2024 è stato aperto il primo tribunale per crimini ambientali del Paese, tra i pochi al mondo. WWF finanzia pattuglie a cavallo, sviluppa sistemi di tracciamento dei rinoceronti e gestisce una linea SMS per segnalazioni rapide.

Gestione del conflitto uomo-fauna

WWF sostiene soluzioni pratiche come recinti anti-predatore, fonti d’acqua a prova d’elefante e sistemi di allerta precoce. Lo strumento Event Book System, gestito localmente, raccoglie dati sugli incidenti per migliorare la risposta e la prevenzione.

Adattamento ai cambiamenti climatici

Attraverso Climate Crowd, WWF promuove strategie di adattamento climatico: raccolta dell’acqua piovana, pozzi solari, diversificazione dei redditi. In collaborazione con partner regionali, monitora il bacino del fiume Cuando per garantire una gestione sostenibile delle acque transfrontaliere.


Fonte: https://www.worldwildlife.org/places/namibia/

WWF IN AZIONE:
BORNEO e SUMATRA

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

Le isole di Borneo e Sumatra, che si trovano lungo l’Equatore, sono tra i luoghi più ricchi di biodiversità del pianeta. Le loro immense foreste pluviali tropicali – tra le ultime intatte del Sud-est asiatico – ospitano migliaia di specie uniche, molte delle quali non esistono altrove. Foreste torreggianti, torbiere e grandi fiumi alimentano un ecosistema che accoglie tigri di Sumatra, oranghi, elefanti e rinoceronti. Queste isole rappresentano un vero laboratorio vivente di evoluzione e una delle più importanti riserve di carbonio della Terra.


Le foreste di queste isole ospitano una straordinaria varietà di vita. Scimmie dal naso lungo, orsi del sole, leopardi nebulosi e pipistrelli volpi volanti condividono l’habitat con specie in pericolo critico come il rinoceronte e la tigre di Sumatra e gli elefanti del Borneo e di Sumatra. Sumatra è l’unico luogo al mondo dove tigri, elefanti, rinoceronti e oranghi vivono nelle stesse foreste. Dal 1995 sono state scoperte oltre 400 nuove specie di piante e animali. L’equilibrio ecologico di queste foreste sostiene interi ecosistemi, dalle grandi alberature ai fiori più rari, fino ai pesci d’acqua dolce.

Cosa fa il WWF

La domanda globale di olio di palma, cellulosa, legname, gomma e minerali alimenta un’intensa deforestazione. Le torbiere – tra gli ecosistemi più ricchi di carbonio del pianeta – vengono prosciugate e incendiate, liberando enormi quantità di CO₂. Bracconaggio, traffico di specie selvatiche e conversione forestale minacciano oranghi, rinoceronti e tigri. Le piantagioni in espansione frammentano gli habitat e aumentano i conflitti tra persone e fauna, con perdite di raccolti e uccisioni di animali in risposta.

L’impegno del WWF per proteggere Borneo e Sumatra
Il WWF lavora su entrambi i fronti per fermare la deforestazione, ripristinare le foreste e sostenere comunità resilienti.

In Sumatra, guida un’iniziativa di 60 anni nella foresta di Thirty Hills – 100.000 acri di foresta accanto al Parco Nazionale Bukit Tigapuluh – in collaborazione con la Frankfurt Zoological Society e The Orangutan Project. Il progetto ripristina aree degradate, promuove attività economiche sostenibili con le comunità locali e crea corridoi ecologici per tigri e oranghi.

In Borneo, il WWF protegge paesaggi cruciali come Arabela-Schwaner, una delle ultime roccaforti per gli oranghi del Borneo e i gibboni dalla barba bianca. Le pattuglie comunitarie formate con il sistema SMART contrastano il bracconaggio, mentre i programmi di riforestazione ricollegano frammenti di foresta con alberi da frutto fondamentali per la fauna. Le iniziative di apicoltura, gomma e agroforestazione offrono nuove fonti di reddito sostenibile alle comunità.

Con il programma Elephant Allies, il WWF collabora con governi, aziende e comunità locali per ridurre i conflitti con gli elefanti e mantenere corridoi naturali attraverso le piantagioni. In Sabah (Malesia), recinzioni strategiche e collegamenti forestali permettono agli elefanti di spostarsi in sicurezza tra aree naturali, riducendo i danni ai raccolti.

Attraverso l’alleanza Eyes on the Forest, il WWF monitora la deforestazione in Sumatra e denuncia le attività illegali. A livello globale, con la Coalition to End Wildlife Trafficking Online, collabora con le principali piattaforme digitali per fermare il commercio illegale di specie protette.

Infine, promuove un’agricoltura e una gestione forestale sostenibile, aiutando produttori e piccole imprese ad adottare pratiche responsabili e a entrare in mercati “deforestation free”.
L’obiettivo: un futuro in cui tigri, oranghi, elefanti e comunità possano convivere in armonia, in foreste vive e protette per le generazioni che verranno.

Fonti: https://www.worldwildlife.org/places/borneo-and-sumatra

WWF IN AZIONE:
UGANDA

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

L’Uganda ospita circa il 60% della popolazione mondiale del raro e minacciato gorilla di montagna.

Il settore forestale e il turismo sono importanti contributori all’economia dell’Uganda, con un contributo al PIL rispettivamente del 6% e del 9%. I prodotti turistici dell’Uganda sono in gran parte basati sulla natura e incentrati su aree geografiche distinte. Sebbene la stragrande maggioranza della biodiversità dell’Uganda si trovi nelle foreste naturali, la copertura forestale del Paese è drasticamente diminuita: da 4,9 milioni di ettari all’inizio degli anni ’90 a 1,8 milioni di ettari nel 2015.

Le foreste e la fauna selvatica svolgono un ruolo significativo nello sviluppo nazionale grazie al loro contributo all’equilibrio ecologico, all’energia e alle attività industriali.

Le foreste sono anche la casa delle grandi scimmie antropomorfe, che rappresentano la maggiore attrazione turistica del Paese. Il tracciamento/trekking dei gorilla di montagna e l’osservazione degli scimpanzé sono in cima alla lista; si riporta che il turismo dei gorilla contribuisca a oltre il 50% delle entrate turistiche dell’Uganda.
Altre importanti risorse faunistiche di valore turistico includono i grandi felini (leoni, leopardi), gli elefanti, gli ippopotami, i pangolini, tra gli altri, la maggior parte dei quali si trova nei parchi nazionali, nelle riserve faunistiche e nelle riserve forestali.

Tuttavia, la perdita di foreste e biodiversità causata dall’occupazione per agricoltura, dal disboscamento illegale, dalla produzione di carbone di legna, dal commercio illegale di fauna selvatica, dalle uccisioni di ritorsione della fauna, dal bracconaggio, dall’esplorazione di petrolio e gas e dai cambiamenti climatici è responsabile del declino di importanti risorse faunistiche.

Cosa fa il WWF

WWF Uganda lavora su tre fronti interconnessi — acqua, foreste e clima — per garantire uno sviluppo sostenibile che tuteli le risorse naturali e migliori le condizioni di vita delle comunità.

Acqua dolce
Il WWF Uganda lavora per proteggere i principali bacini idrici del Paese, con l’obiettivo di garantire la quantità e la qualità dell’acqua e di preservare le funzioni degli ecosistemi da cui dipendono i mezzi di sussistenza e la produzione sostenibile.

Foreste e biodiversità
Attraverso il programma “Forests and Biodiversity”, WWF Uganda collabora con ministeri, agenzie governative, amministrazioni locali, settore privato e comunità per conservare l’integrità delle aree protette e degli habitat su terreni privati. Le azioni includono politiche su foreste e fauna, espansione delle aree forestali, buona governance e iniziative a sostegno delle comunità locali.

Clima, energia ed estrattivo
WWF Uganda promuove soluzioni energetiche economiche e rispettose dell’ambiente per soddisfare i bisogni energetici domestici, istituzionali e produttivi del Paese. Le attività comprendono:

  • monitoraggio del rispetto della legislazione energetica,
  • promozione di energie pulite e rinnovabili,
  • advocacy per una gestione equa dei proventi del petrolio,
  • sostegno all’integrazione di pratiche di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici in almeno due aree prioritarie del Paese.

Fonte: https://www.wwfuganda.org/ 

WWF IN AZIONE:
Oceano Indiano sud-occidentale

Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar

La regione dell’Oceano Indiano sudoccidentale dell’Africa racchiude un mosaico di ambienti naturali – dalle mangrovie ai letti di fanerogame marine fino alle barriere coralline. WWF opera in tutta l’area, collaborando con governi, comunità e partner locali in Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica e Madagascar. Gli ecosistemi marini di questa regione sono straordinariamente ricchi di biodiversità e il Canale del Mozambico settentrionale, tra la terraferma africana e il Madagascar, rappresenta un corridoio migratorio e un’area di riproduzione fondamentali per molte specie.

Oltre 60 milioni di persone vivono lungo le coste della regione, con culture e tradizioni profondamente legate all’oceano. Nonostante l’enorme ricchezza naturale, questa parte del mondo presenta alcuni dei più alti tassi di povertà e le popolazioni locali dipendono fortemente dalle risorse naturali. Per garantire un futuro a queste risorse, è essenziale gestirle in modo sostenibile insieme alle comunità costiere che da sempre ne sono le custodi e che svolgono un ruolo cruciale nella protezione e nella gestione delle aree costiere.

Cosa fa il WWF

Protezione marina e costiera: conservazione guidata dalle comunità

WWF collabora con le comunità locali per assicurare che dispongano delle competenze, dei finanziamenti e del supporto necessari a gestire efficacemente le proprie aree marine. Mentre in Mozambico i diritti di gestione comunitaria sono ancora in via di sviluppo, in Madagascar e in Tanzania le comunità hanno già ottenuto diritti formali per la gestione delle attività di pesca.
In Tanzania, ispirandosi al successo delle aree marine gestite localmente del Madagascar, WWF ha aiutato le comunità a introdurre chiusure temporanee delle zone di pesca del polpo, migliorando così la gestione di uno degli ecosistemi marini più produttivi e diversificati dell’Africa orientale e aumentando al tempo stesso le rese di pesca.

Protezione marina e costiera: adattamento ai cambiamenti climatici

WWF lavora con le comunità di tutta la regione dell’Oceano Indiano sudoccidentale per identificare le vulnerabilità legate al cambiamento climatico e sviluppare strategie di adattamento e resilienza. Per ridurre la pressione ambientale, WWF promuove la riduzione del rischio di disastri basata sugli ecosistemi e sostiene mezzi di sussistenza alternativi.
Le comunità del Madagascar gestiscono 12.000 acri di mangrovie e ne hanno ripristinati 3.000 utilizzando la metodologia di restauro “climate-smart” sviluppata da WWF. Nel 2024, WWF ha inoltre sostenuto il lancio di una strategia nazionale per la protezione delle mangrovie, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, della Pesca e dell’Economia Blu del Madagascar.

Economia blu sostenibile e resiliente: microfinanza e imprenditorialità comunitaria

WWF promuove lo sviluppo di competenze e meccanismi finanziari innovativi nella regione, concentrandosi sul miglioramento e la diversificazione dei mezzi di sussistenza – in particolare per donne e giovani – al fine di ripristinare gli ecosistemi costieri e ridurre le minacce ambientali.
A livello locale, WWF sostiene la creazione e il rafforzamento di gruppi di risparmio comunitari per stimolare la crescita economica e integrare la gestione degli ecosistemi.
Nel mosaico marino di RUMAKI in Tanzania (che comprende il delta del Rufiji, l’isola di Mafia e la zona costiera Kibiti-Kilwa) sono stati creati 527 gruppi di microfinanza, di cui due terzi nati in modo indipendente.
Attraverso il programma regionale SWIO Venture Builder, WWF lavora per sviluppare un sistema finanziario multisettoriale e multi-stakeholder a sostegno delle micro, piccole e medie imprese.

Economia blu sostenibile e resiliente: pesca sostenibile

WWF collabora con le comunità di pescatori per sviluppare sistemi di monitoraggio orientati alla gestione, in grado di analizzare i dati delle catture artigianali, individuare le tendenze annuali e supportare decisioni che migliorino la gestione delle risorse e limitino la sovrapesca.
Per le 334.000 persone che lavorano nella pesca artigianale in Mozambico – tra cui molte donne coinvolte in vari ruoli della filiera – una gestione sostenibile è fondamentale per mantenere sia i mezzi di sussistenza che la salute degli ecosistemi.
In Madagascar, WWF fornisce alle cooperative e associazioni ittiche locali formazione sulla gestione aziendale e attrezzature per la conservazione dei prodotti ittici. Questo rafforza le competenze di leadership locale, riduce le perdite di prodotto e permette a pescatori e venditori di aumentare l’efficienza diminuendo la pressione sugli ecosistemi marini.

Fonti: https://www.worldwildlife.org/places/southwest-indian-ocean

WWF IN AZIONE:
AMAZZONIA

Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana e Suriname, Guyana Francese.

L’Amazzonia è uno scrigno di biodiversità con milioni di specie, molte ancora sconosciute, tra cui giaguari, aquile arpie, delfini rosa e oltre 50.000 specie vegetali. 

Tuttavia, la foresta è minacciata da speculazione immobiliare, allevamento e coltivazione intensiva (soprattutto di soia e carne bovina), che occupano gran parte delle aree disboscate, inquinano i fiumi e alimentano i cambiamenti climatici. 

A ciò si aggiungono infrastrutture mal pianificate, estrazioni illegali e insostenibili e gli effetti del riscaldamento globale, come siccità e incendi. Secondo gli scienziati, la foresta è vicina a un punto di non ritorno: per questo il WWF punta a una deforestazione netta pari a zero, essenziale per salvaguardare biodiversità, comunità locali e clima globale.

Cosa fa il WWF

Il WWF collabora con comunità locali, organizzazioni non governative partner, aziende e governi per garantire che la deforestazione e il degrado dei fiumi vengano ridotti.

Proteggere e conservare l’Amazzonia, un’area pari a due terzi degli Stati Uniti, è un compito enorme. Il WWF lavora in Amazzonia dagli anni ’70 ed è in prima linea negli sforzi per proteggere le persone, le foreste e le specie che la abitano. Coinvolge le comunità locali e collabora con i governi per individuare soluzioni che concilino le esigenze dello sviluppo economico e quelle della conservazione.

C’è un legame evidente tra la salute dell’Amazzonia e quella del pianeta. Le foreste pluviali, che contengono una stima di 150–200 miliardi di tonnellate di carbonio, aiutano a stabilizzare il clima locale e globale. La deforestazione rilascia quantità significative di questo carbonio, con conseguenze negative in tutto il mondo.

Il WWF collabora con i governi di tutta l’Amazzonia per creare, gestire e finanziare in modo permanente aree forestali protette utilizzando l’approccio Project Finance for Permanence (PFP).

In Brasile, attraverso il programma Amazon Region Protected Areas (ARPA), il WWF ha lavorato per sostenere ed espandere una rete di parchi che coprono 154 milioni di acri di foresta, un’area oltre il 50% più grande del sistema dei Parchi Nazionali degli Stati Uniti. Tra il 2008 e il 2020, le aree protette sostenute da ARPA hanno impedito la deforestazione di 1.000 miglia quadrate, equivalenti a 104 milioni di tonnellate di CO₂ evitate.

In Colombia, un ambizioso sforzo congiunto di organizzazioni, incluso il WWF, e autorità ambientali sta proteggendo circa 79 milioni di acri tra oceano e foresta, incluso il Parco Nazionale Serranía de Chiribiquete, il più grande parco nazionale al mondo che tutela una foresta pluviale tropicale. Questa iniziativa, chiamata Heritage Colombia, sta aiutando il paese a raggiungere i propri obiettivi di conservazione delle foreste e il target 30×30, volto a proteggere il 30% dei suoi oceani entro il 2030.

In Perù, l’iniziativa guidata dal governo nota come National Parks: Peru’s Natural Legacy, proteggerà in modo permanente quasi 41 milioni di acri nell’Amazzonia peruviana e garantirà la conservazione di 7,5 miliardi di tonnellate metriche di carbonio. L’iniziativa favorisce una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e porta benefici a 1,4 milioni di persone che dipendono dalle foreste pluviali per cibo, medicinali ed energia pulita.

Complessivamente, ARPA, Heritage Colombia e Peru’s Natural Legacy proteggono in modo permanente il 12% dell’intera foresta pluviale amazzonica.

Il WWF affronta le principali cause di deforestazione e perdita di habitat, tra cui espansione agricola, allevamento di bestiame, infrastrutture, esplorazione energetica e disboscamento illegale:

  • Coltivazione di soia: WWF lavora con la Soy Roundtable, composta da produttori, trasformatori ed esportatori, per migliorare la sostenibilità delle pratiche e ridurre l’impatto sulla foresta e sulla fauna. Partecipa inoltre alla Soy Moratorium, un accordo volontario che vieta la conversione delle foreste amazzoniche a soia dal 2006, riducendo drasticamente la deforestazione per la soia, sebbene resti necessario monitorare effetti collaterali in ecosistemi vicini come il Cerrado e il Chaco.
  • Allevamento di bestiame: WWF collabora con l’industria della carne bovina per sviluppare standard di maggiore efficienza e minore spreco, sensibilizzando gli allevatori sul fatto che non sia necessario convertire ulteriori foreste in pascoli. Attraverso le Global e US Beef Roundtables, il WWF promuove criteri per aumentare la produttività degli allevamenti esistenti e prevenire nuovi insediamenti in foreste di alto valore. Con il sostegno della Moore Foundation e della Tapestry Foundation, il WWF lavora anche con marchi per garantire che le pelli utilizzate non provengano da foreste amazzoniche deforestate o convertite in pascoli/campi agricoli.
  • Idroelettrico: Dighe mal posizionate possono danneggiare pesca, fauna selvatica e comunità locali. WWF promuove scenari energetici alternativi e infrastrutture localizzate in aree a basso impatto, favorendo fonti energetiche a basso costo, a basse emissioni di carbonio e a basso conflitto.
  • Taglio illegale e insostenibile: Il WWF lavora per creare condizioni di mercato che conservino le foreste e offrano benefici economici e sociali. Per farlo, il WWF si impegna a rafforzare la capacità del governo degli Stati Uniti di perseguire il legname illegale importato, fermare il disboscamento nei paesi esportatori e garantire l’applicazione completa del Lacey Act, la legge statunitense che vieta l’ingresso sul mercato di legname e prodotti derivati ottenuti illegalmente.
  • Infrastrutture: In Colombia, WWF ha collaborato con il governo alla creazione di processi partecipativi e sostenibili per lo sviluppo stradale. Nel 2021 sono state introdotte le Linee Guida per le Infrastrutture Stradali Verdi (GRI), progettate in collaborazione con ministeri e ONG locali, per garantire infrastrutture resilienti e rispettose della salute della regione e delle comunità.

 

Infine, per sviluppare un’economia forestale sostenibile, il WWF lavora con i settori agricolo e del legno per ridurre sprechi e aumentare l’efficienza produttiva. Promuove la domanda di prodotti forestali sostenibili e coinvolge le comunità indigene e i governi nella gestione delle aree protette. Sostiene anche lo sviluppo di imprese indigene basate sull’uso sostenibile delle risorse forestali, sulla gestione della pesca e sull’acquacoltura. In Bolivia, per esempio, WWF supporta la formazione e la certificazione biologica per la raccolta sostenibile delle noci amazzoniche (noci del Brasile).

Fonti:

https://www.worldwildlife.org/places/amazon  https://www.wwf.it/dove-interveniamo/il-nostro-lavoro-nel-mondo/amazzonia/

WWF IN AZIONE:
BACINO DEL CONGO

Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale e Gabon.

Il Bacino del Congo è una delle regioni più ricche di biodiversità e vitalità ecologica del pianeta. Si estende per oltre 500 milioni di acri — più grande dello stato dell’Alaska — ed è la seconda foresta tropicale più vasta del mondo, dopo l’Amazzonia.
Attraversa sei Paesi — Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale e Gabon — e racchiude più del 70% delle foreste tropicali africane. Ospita la più ampia diversità di grandi primati e l’elefante di foresta, specie in pericolo critico di estinzione.

Questo immenso paesaggio di fiumi, foreste, savane, torbiere e zone umide è uno dei sistemi naturali più importanti del pianeta. Gli ecosistemi del Bacino del Congo regolano le piogge, immagazzinano carbonio e forniscono cibo, acqua e materiali a milioni di persone. Le sue foreste assorbono quantità colossali di CO₂, agendo come il più grande serbatoio tropicale di carbonio rimasto sulla Terra.

Al centro del lavoro del WWF c’è un obiettivo semplice: garantire che persone e natura possano prosperare insieme, con foreste, fauna e sistemi d’acqua gestiti in modo sostenibile per le generazioni future.

Cosa fa il WWF

Nonostante il suo valore globale, il Bacino del Congo è sottoposto a pressioni crescenti. La deforestazione, causata da tagli illegali, estrazioni minerarie, agricoltura e infrastrutture, sta frammentando gli habitat. Il bacino è uno dei principali “fronti di deforestazione” al mondo e, mantenendo il ritmo attuale, potrebbe perdere fino al 27% delle foreste entro il 2050.

Il commercio illegale di fauna selvatica — avorio, scaglie di pangolino e carne di selvaggina — è ancora diffuso. Solo nella RDC si consumano oltre un milione di tonnellate di carne selvatica all’anno. Sebbene la carne di selvaggina sia vitale per molte famiglie rurali, il commercio verso i mercati urbani alimenta la caccia eccessiva.

Povertà, crescita demografica e cambiamenti climatici aggravano le pressioni, aumentando la competizione per le risorse. Solo uno sviluppo sostenibile che integri bisogni umani e conservazione può garantire un futuro alla regione.


Gestione sostenibile delle risorse

WWF collabora con governi, comunità locali e popoli indigeni per proteggere foreste e acque dolci, assicurando al tempo stesso mezzi di sussistenza. Promuove buona governance, gestione trasparente e uso equo delle risorse naturali, affinché la ricchezza ambientale sostenga sia le persone che la natura.

Attraverso il Forest Stewardship Council® (FSC®), WWF incoraggia pratiche di taglio a basso impatto e controlli sugli accessi per limitare il bracconaggio. Uno studio del 2024 pubblicato su Nature ha rilevato popolazioni più numerose di mammiferi nelle foreste con certificazione FSC in Gabon e nella Repubblica del Congo, dimostrando che sviluppo economico e tutela della biodiversità possono coesistere.

Sostegno alle comunità locali

WWF collabora con agricoltori per introdurre colture resilienti e pratiche agricole sostenibili che riducono la pressione sulle foreste. In RDC, nuovi metodi agricoli aiutano le famiglie ad aumentare la produttività senza invadere aree protette.
Il WWF sostiene inoltre cooperative femminili che migliorano le condizioni economiche e alimentari delle comunità.

Il turismo naturalistico, come quello basato sui gorilla a Dzanga-Sangha, genera reddito per la conservazione e offre occupazione nelle aree più remote, collegando il benessere umano alla tutela della fauna.

Lotta al crimine contro la fauna

WWF rafforza le pattuglie anti-bracconaggio e collabora con le autorità per smantellare le reti di traffico di avorio, scaglie di pangolino e specie di uccelli minacciate.
Parallelamente promuove campagne di sensibilizzazione per ridurre la domanda internazionale di prodotti illegali e sostiene alternative di reddito e proteine per le comunità rurali.


Collaborazione transfrontaliera

La protezione del Bacino del Congo richiede cooperazione oltre i confini nazionali. WWF è membro fondatore della Congo Basin Forest Partnership, una coalizione di oltre 100 organizzazioni impegnate in conservazione, sviluppo sostenibile e riduzione della povertà.

Insieme ai governi, WWF favorisce accordi transfrontalieri per pattugliamenti congiunti e gestione condivisa. Un successo emblematico è il sito Sangha Tri-National, patrimonio mondiale UNESCO, che collega tre aree protette, Dzanga-Sangha (RCA), Nouabalé-Ndoki (RoC) e Lobéké (Camerun), dove la collaborazione ha rafforzato la protezione della fauna e lo sviluppo comunitario.

Conservazione dei paesaggi prioritari

WWF concentra gli sforzi su aree chiave che garantiscono la stabilità ecologica del bacino:

  • Parco Nazionale Ntokou-Pikounda (RoC) – con oltre 11.000 gorilla di pianura, 4.000 scimpanzé e la rara colobo rosso di Bouvier, specie riscoperta.

  • Aree Protette di Dzanga-Sangha (RCA) – celebri per le radure naturali e i gorilla abituati alla presenza umana; WWF ne co-gestisce la tutela dal 1990.

  • Parco Nazionale di Salonga (RDC) – una delle più grandi aree tropicali protette del mondo, rifugio per elefanti di foresta e bonobo; WWF lo co-gestisce con il governo dal 2004.

La visione WWF per il Bacino del Congo è quella di un sistema forestale vivo, connesso e resiliente, dove comunità e natura prosperano insieme, affinché questo “cuore verde dell’Africa” continui a proteggere sia le persone sia il pianeta.

 

Dzanga-Sangha: il cuore del Bacino del Congo

A Dzanga Bai, una radura nel sud-ovest della Repubblica Centrafricana, si radunano quotidianamente centinaia di elefanti di foresta, attratti dai minerali del suolo e dall’occasione di socializzare. Intorno pascolano bufali, bonghi e suini di foresta.
Dzanga-Sangha dimostra che la conservazione è possibile solo includendo le comunità che da sempre vivono la foresta. Per questo è considerata una delle aree naturali più straordinarie e promettenti dell’Africa.

  • Comunità custodi della foresta

Il popolo Ba’Aka, depositario di un sapere unico sulla flora e la fauna, è parte integrante della conservazione. Attraverso associazioni locali come Ndima-Kali, gli anziani trasmettono alle nuove generazioni conoscenze tradizionali, mentre WWF sostiene progetti di formazione, agricoltura sostenibile e turismo basato sui gorilla.

La protezione della natura e il benessere delle persone procedono insieme: oggi il parco impiega oltre 250 persone, un terzo delle quali indigene, e reinveste il 40% degli introiti in iniziative di sviluppo locale. WWF finanzia anche un ospedale e un’unità medica mobile che raggiunge regolarmente i villaggi Ba’Aka.

  • Una riserva di stabilità

In un Paese segnato da conflitti e povertà, Dzanga-Sangha è un polo di stabilità che offre occupazione, servizi e sicurezza. Lodges ecoturistici e programmi di monitoraggio dei gorilla attirano visitatori e generano reddito per la popolazione.

Il modello di cogestione e dialogo comunitario ha reso quest’area un esempio internazionale di conservazione integrata, dove la protezione degli elefanti e dei gorilla si accompagna a nuove opportunità economiche.


Fonti: worldwildlife.org/congo-basin ; wwf.it/bacino-del-congo ; worldwildlife.org/safe-zone

WWF IN AZIONE: ANGOLA, BOTSWANA, NAMIBIA, ZAMBIA E ZIMBABWE

La Kavango Zambezi Transfrontier Conservation Area (KAZA) è la più grande area transfrontaliera di conservazione terrestre del mondo. Si estende su cinque Paesi dell’Africa australe — Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe — e copre oltre 106 milioni di acri, un’area grande quanto la Francia.

Istituita ufficialmente nel 2011, KAZA comprende un mosaico di parchi nazionali, riserve forestali e territori gestiti dalle comunità locali, tutti collegati da ecosistemi che attraversano i confini nazionali. I suoi boschi, savane e zone umide sono fondamentali per la sopravvivenza di leoni, cani selvatici, ghepardi e della più grande popolazione mondiale di elefanti di savana. Tre grandi fiumi — Zambesi, Kwando e Okavango — attraversano la regione, sostenendo la vita di milioni di persone e di una straordinaria biodiversità.

Al centro della visione KAZA c’è un principio chiave: la conservazione come motore economico per una regione in cui persone e fauna selvatica possano prosperare insieme. Per realizzarla, WWF collabora con governi, comunità e partner locali per proteggere la fauna, tutelare le risorse idriche, promuovere il turismo sostenibile e rafforzare la resilienza economica e climatica delle popolazioni che vivono accanto alla fauna iconica dell’Africa australe.

Cosa fa il WWF

L’area affronta sfide complesse. La perdita e frammentazione dell’habitat dovute all’espansione agricola e alle infrastrutture (strade, recinzioni, ferrovie) ostacola le migrazioni della fauna. Il cambiamento climatico aggrava siccità e alluvioni, minando la sicurezza alimentare e idrica. A tutto questo si aggiungono i conflitti tra persone e animali — quando elefanti o predatori danneggiano raccolti e bestiame — e il bracconaggio per il commercio illegale di avorio, corni di rinoceronte e scaglie di pangolino.

WWF lavora per affrontare questi problemi alla radice, puntando su scienza, collaborazione e innovazione tecnologica.

Proteggere le risorse d’acqua

I tre grandi fiumi del KAZA — Okavango, Zambesi e Kwando — sono linfa vitale per milioni di persone e per la fauna. WWF e i suoi partner lavorano per mantenere liberi e sani i corsi d’acqua, in particolare nel bacino del Kwando, dove è stato creato un report sullo stato di salute del fiume e delle sue comunità. L’obiettivo è garantire flussi ambientali sostenibili e piani condivisi di gestione delle risorse idriche.

In Zambia, WWF promuove soluzioni energetiche a basse emissioni e basso impatto ambientale, come alternativa ai grandi progetti idroelettrici che potrebbero compromettere gli ecosistemi fluviali. Lavori simili sono in corso in Angola, dove nascono le sorgenti di KAZA.

Ridurre i conflitti uomo-fauna

Attraverso studi scientifici su elefanti, leoni e iene, WWF individua i corridoi di connettività ecologica e le aree di maggiore conflitto. Le soluzioni più efficaci includono:

  • recinti anti-predatore per proteggere il bestiame,
  • sistemi di allerta precoce basati su dati da collari GPS
  • campi agricoli raggruppati e recintati elettricamente fuori dai corridoi elefantini,
  • serbatoi d’acqua rialzati per evitare danni da parte degli elefanti,
  • e la rete dei Community Guardians, persone formate localmente per monitorare fauna e conflitti, e sostenere gli agricoltori.

Adattarsi al cambiamento climatico

Con l’iniziativa Climate Crowd, WWF collabora con le comunità per raccogliere dati, analizzarli e co-progettare soluzioni di adattamento basate sulla natura: colture resistenti alla siccità, approvvigionamento idrico sostenibile e mezzi di sussistenza alternativi.
Dopo un progetto pilota riuscito vicino alle Cascate Vittoria (Zimbabwe), il programma si sta estendendo ad altri siti KAZA, per rafforzare sicurezza alimentare e idrica e ridurre la pressione sugli ecosistemi.

Sostenere la conservazione comunitaria

In Namibia, il modello delle conservancies è una delle storie di successo più riconosciute a livello mondiale: le comunità hanno diritti legali sulla fauna e possono gestire in modo sostenibile le proprie risorse naturali.
WWF continua a sostenere questo approccio, che ha permesso il recupero di molte popolazioni faunistiche e lo sviluppo di un turismo basato sulla natura.

Durante la crisi del COVID-19, WWF ha promosso la African Nature-Based Tourism Platform, che collega finanziatori e imprese comunitarie in 11 Paesi africani per sostenere la ripresa economica e la diversificazione dei redditi.
Attraverso strumenti innovativi come i wildlife credits, le comunità possono ricevere compensi diretti per la conservazione del territorio, aumentando la loro resilienza economica e indipendenza futura.

Combattere il crimine contro la fauna

Il bracconaggio e il traffico illegale di animali restano una delle principali minacce per KAZA. WWF supporta pattuglie anti-bracconaggio, collaborazioni transfrontaliere e nuove tecnologie di sorveglianza.
In Zambia, telecamere termiche e sistemi di intelligenza artificiale aiutano a intercettare intrusioni nei parchi, mentre in Namibia la strategia “whole of government” ha portato a un forte aumento delle condanne contro i trafficanti.
Nuove tecnologie, come i collari a lunga portata per monitorare i movimenti degli elefanti, permettono di individuare corridoi migratori e migliorare la protezione degli animali orfani o feriti.

Mantenere la connettività del paesaggio

WWF e i partner KAZA hanno condotto nel 2022 il primo censimento transfrontaliero sincronizzato degli elefanti, un passo fondamentale per la pianificazione futura. I dati raccolti hanno portato alla pubblicazione, nel 2023, del primo documento politico sulla connettività degli elefanti, base per nuove strategie di protezione dei corridoi faunistici che attraversano i confini nazionali.

La visione WWF per KAZA è chiara: un paesaggio vitale, interconnesso e resiliente, dove la tutela della natura garantisca anche prosperità, sicurezza e dignità per le persone che la abitano.

Fonti: 
https://www.worldwildlife.org/places/kavango-zambezi-transfrontier-conservation-area-kaza/

Informazioni utili

Un campo WWF è prima di tutto una bellissima vacanza, tutta dedicata ai ragazzi e alla natura:un sano ed equilibrato mix di divertimento allo stato puro, nuove amicizie, esplorazione del territorio, emozione di vivere una vacanza in un’Oasi WWF con chi quotidianamente protegge questi preziosi ambienti, gioia di vivere immersi nella Natura, nuovi stili di vita. Gli staff di biologi, naturalisti, educatori ambientali esperti di natura, ambiente, ecologia, ed educazione ambientale faciliteranno la conoscenza e l’adozione comportamenti virtuosi e “amici dell’ambiente” da parte dei vostri figli. Con l’augurio che questi stessi comportamenti continueranno a essere adottati, una volta tornati a casa!

Siamo ben consci che per molti di voi il Campo WWF sarà la prima occasione in cui vostro figlio sarà lontano da casa senza di voi. Tra gli organizzatori, moltissimi sono genitori! Quindi hanno provato direttamente le vostre stesse sensazioni. Ecco una serie di nostre considerazioni per farvi – ci auguriamo – sentire più sereni in questa vostra scelta.

La Nostra Esperienza – Il WWF organizza i Campi estivi dai primi anni ’80, in varie forme e seguendo un costante aggiornamento organizzativo e formativo. Il WWF è stato storicamente uno dei principali attori della ricerca educativa in Italia per l’educazione ambientale, che mette al centro dell’esperienza naturalistica l’individuo, la persona, il bambino e il suo benessere, per favorire in ogni modo il valore dell’esperienza esistenziale.

I moltissimi educatori che si sono avvicendati nel corso di tutti questi anni, si sono trasmessi gli uni gli altri competenze ed esperienze, capacità e metodo per gestire tutte le situazioni che si verificano nella vita al campo, e per organizzare le attività nella massima sicurezza, per rendere questo momento veramente speciale per i vostri figli e, conseguentemente, per voi.

Accoglienza – In ogni campo al momento dell’arrivo sono sempre previste delle specifiche attività di “accoglienza” di tutti i partecipanti, per favorire l’immediata conoscenza e per facilitare l’inizio di amicizie che, come molti di voi ci hanno scritto, vanno ancora avanti dopo diversi anni.

Capacità degli operatori – Per tutta la vacanza, ma in particolare per i primi giorni, i capicampo, gli educatori ambientali e in generale i nostri staff staranno particolarmente attenti agli eventuali momenti di difficoltà di ambientamento che dovessero sorgere. Il personale al campo è composto da persone selezionate e formate per le loro capacità di gestire le dinamiche di gruppo e per la loro passione nei confronti della Natura, oltre che per le competenze specifiche nelle varie discipline naturalistiche o sportive.

Attenzione alla persona – Prevediamo un adeguato numero di adulti in forza al campo, la nostra Carta di Qualità prevede il rapporto adulti/ragazzi di 1 ogni 8 bambini e ogni 10 nel caso dei ragazzi, per quanto riguarda lo staff interamente dedicato al gruppo. A questo rapporto si aggiungono poi gli istruttori di discipline e sport particolari e – ovviamente – il personale di servizio che opera, ad esempio, in cucina o nella struttura.

La nostalgia – E’ normale che bambini o ragazzini possano avere nostalgia. A volte le prime notti lontano da casa, senza i genitori, in un ambiente nuovo e con persone nuove si fanno sentire. Ma ogni anno per molti bambini l’esperienza dei nostri staff, l’atmosfera che si crea al campo, le attività che si fanno, i luoghi veramente speciali in cui si vive, contribuiscono a fare superare senza problemi queste criticità.

In ogni scheda campo potete trovare la descrizione complessiva della vacanza proposta nelle varie sezioni “descrizione”, “cosa faremo”, “dove”, “aspetti educativi”.

Ogni giornata coinvolge tutto il gruppo dei partecipanti in ogni momento. L’alternanza di attività specifiche e di tempo libero e dei ritmi quotidiani legati ai pasti e al riposo notturno vengono regolati dallo staff in loco in base al benessere e alla miglior armonia del gruppo. Insieme ai nostri partner non predisponiamo, per scelta, un programma troppo rigido o scadenzato delle giornate, con orari e date di dettaglio delle varie attività che nel complesso costituiscono il campo, perché la nostra proposta è prevalentemente incentrata sull’esperienza di vita a contatto con gli altri e con la natura. E’ questo il focus vitale della nostra idea e del nostro modello educativo. Attraverso l’avvicendarsi fluido delle giornate, delle attività previste che vengono realizzate di giorno in giorno in funzione di molti fattori legati alla composizione del gruppo, alle preferenze, al meteo, ecc..

Fermo restando che i tempi della giornata sono tutti gestiti dallo staff e prevedono ovviamente dei ritmi comuni a tutto il gruppo, e comprendono l’insieme della vita al campo, sia che si parli dei pasti, dei momenti di gioco o delle attività organizzate, o del tempo libero (sempre in  presenza dello staff, ovviamente), e fermo restando che nel campo vengono trattati tutti i temi proposti e si svolgono tutte le attività previste. Non le si organizza però in tabelle strutturate di attività e orari.

Sono aspetti che riteniamo essenziale lasciar gestire alla sensibilità e professionalità degli operatori e dello staff al campo, gli unici in grado di valutare caso per caso le migliori opzioni. Questo anche perché, ci piace precisare, è proprio dalla logica del “villaggio all inclusive” che una Campo WWF vuole rifuggire; da una logica cioè di organizzazione iper-strutturata del tempo che trasforma la vacanza in una maratona. Occorre essere certi che non sia questo ciò che ci si aspetta da noi.

Dando per scontato che nel caso dovesse comunque persistere una situazione di disagio, il capocampo e i suoi collaboratori concorderanno con voi una strategia di azione.

 

Premettendo che non abbiamo nessuna esigenza o volontà di isolare e separare i vostri figli da voi, o mettere ostacoli nelle comunicazioni, c’è da comprendere però che per la continuità di un’atmosfera al campo centrata e concentrata bene sull’esperienza in corso, i momenti delle telefonate sono un fattore di interruzione e dispersione. Necessari, ai ragazzi e alle famiglie, concordiamo pienamente, ma da vivere con leggerezza, dando piuttosto priorità a quello che i ragazzi anche alla sera, tra cena e dopocena vivono insieme, tra loro e nella natura che li circonda. Per questo in generale scegliamo che quei momenti non siano d’obbligo quotidianamente dedicati a chiamare casa. Nel corso della vacanza, i vostri figli vi chiameranno, indicativamente, due-tre volte.

In ogni caso per esigenze particolari il vostro punto di riferimento per comunicare col campo sarà la segreteria campi.

…e il cellulare?

Il cellulare può essere smarrito e rischia di diventare motivo di continua interruzione delle attività. Per i più piccoli vi suggeriamo addirittura di non fornirlo ai vostri figli. In ogni caso è importante essere consapevoli che il suo uso sarà regolato dagli staff e consentito solo ed esclusivamente durante i momenti dedicati collettivamente alle telefonate a casa. Nel resto de tempo viene ritirato e custodito dallo staff

Uno degli obiettivi del WWF e quindi anche ai campi estivi, è quello di promuovere un rapporto più consapevole con il cibo, per questo l’alimentazione sarà uno dei temi che, con vari approcci educativi e ludici, verranno trattati al campo coi ragazzi. Ovviamente per quanto riguarda le nostre scelte alimentari per un corretto apporto nutrizionale i menù delle colazioni e dei pasti sono allineati ai criteri della dieta mediterranea e caratterizzato dall’uso prevalente di prodotti di stagione e di provenienza locale. Per quanto riguarda i prodotti di origine tropicale, normalmente relativi alla colazione e alla merenda (dove prevista) Té, cacao, cioccolata provengono ovunque possibile dal mercato equo-solidale, anche se nelle strutture ricettive non a gestione diretta da parte dei nostri partner, purtroppo spesso non è possibile imporlo alla proprietà.

Per quanto riguarda allergie, intolleranze o diete speciali vanno segnalate nell’apposito spazio del form di prenotazione e previa verifica con le strutture rispondiamo direttamente alla famiglia, riguardo la fattibilità nello specifico campo scelto, in quanto ogni caratteristica su questi temi consideriamo vada considerata individualmente.

Ad ospitare i vostri figli saranno le foresterie delle Oasi WWF o gli agriturismi della nostra rete di turismo responsabile, i piccoli alberghi a gestione famigliare oppure ostelli, rifugi e case per ferie dedicate ai gruppi. In alcuni casi, soprattutto lungo la costa, saranno bungalow o tende nei campeggi amici o nei campi tendati dei punti tappa. In ogni caso noi alloggiamo sempre in strutture semplici, tendenzialmente votate all’ospitalità collettiva e selezionate sulla base della Carta di Qualità. Devono rispettare tutte le normative vigenti in materia di sicurezza, essere accessibili ai servizi di soccorso e ai presidi medici locali. Naturalmente l’accessibilità in alcuni casi può essere limitata dato il fatto che, per loro stessa natura, i campi WWF si svolgono spesso in aree poco abitate o addirittura isolate e poco servite.

Spesso la struttura e i suoi spazi sono dedicati esclusivamente al campo WWF. In caso contrario la struttura deve garantire degli spazi riservati, per vitto, alloggio, servizi e le attività, al gruppo WWF.

I partecipanti e gli staff alloggiando tendenzialmente in camere separate, ovunque possibile.

L’alloggio è sempre in camere multiple, con servizi talvolta privati per la stanza, ma molto spesso in comune al piano. I partecipanti alloggiano in stanze separate per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze (stanze separate per maschi e femmine).

Lo staff non alloggia mai nelle stanze o nelle tende o in generale negli alloggi dei partecipanti.

La sistemazione dello staff è però sempre prospiciente, le porte non sono mai chiuse a chiave durante la notte per permettere la facile accessibilità in caso di necessità. Non è però prevista la sorveglianza notturna con turni di veglia da parte dello staff.  

In caso di eccezioni per rare e singole situazioni in cui per le caratteristiche della struttura lo staff debba alloggiare in camere multiple con parte dei partecipanti la particolarità viene segnalate alle famiglie nella scheda campo sul sito e nella documentazione specifica della singola proposta.  

Come potrete vedere navigando il sito le proposte sono molte, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Alcune raccomandazioni: guardate la fascia di età a cui corrispondono, poi valutate bene che le attività descritte siano coerenti con i gusti, le attitudini, lo sviluppo, le preferenze e le abilità dei vostri figli. Vi consigliamo di scegliere le proposte con loro, secondo le loro attitudini.

Un altro consiglio: se è la prima volta che i vostri figli vanno in vacanza senza di voi, scegliete una località vicina a casa… sarete mentalmente più sereni!

CONSULTA LA PROPOSTA

Leggi attentamente tutta la scheda del campo che ti interessa, in tutte le sue parti, compresi i link della colonna di destra ed eventualmente chiedi gli approfondimenti necessari alla segreteria, scrivendo a campiestivi@wwftravel.it.

SCEGLI LA PROPOSTA E INVIA IL FORM DI PRENOTAZIONE ON LINE  compilato in tutte le sue parti.

CONFERMA DI INVIO E CONFERMA DI ISCRIZIONE

Subito dopo l’invio potrai leggere sulla pagina la corretta conferma del tuo invio e riceverai una mail che lo riattesta.

In seguito all’iscrizione, nel corso delle procedure di pre-partenza tutte le famiglie ricevono alcuni documenti da controfirmare obbligatoriamente, tra cui una liberatoria per uso dati e immagini.

L’obbligatorietà della firma e consegna di questo documento è vincolante per la partecipazione al campo.

La particolarità del contesto dei campi, infatti, data la mole dei contatti e delle attività che si svolgono nei campi stessi e proseguono a vario titolo nel resto dell’anno, non ci permette di garantire in alcun modo alle famiglie che invece avessero preferenza o necessità di richiederlo, che immagini dei propri figli e figlie non vengano riprese. Né che quindi non possano entrare nel flusso delle immagini che gli staff scambiano con noi e che utilizziamo a vario titolo per raccontare i nostri campi attraverso le nostre attività di comunicazione.

Precisiamo che in merito all’uso delle immagini, non si tratta per noi di attività di mercificazione, ma di attività narrative per immagini, sulle nostre attività, perché vengano conosciute dal pubblico delle famiglie italiane, attraverso i vari canali di comunicazione con cui possono accedere alle informazioni, quindi: nostro sito, riviste per i soci WWF, nostri social, dossier tecnici o scientifici sulle nostre attività, cataloghi della programmazione annuale, e anche (seppur minoritari) articoli dei media quando scrivono articoli che valorizzino presso il pubblico italiano il tema e le attività del turismo naturalistico sostenibile.

Le foto che utilizziamo sono solo e soltanto quelle riprese ufficialmente dallo staff, ovviamente, o eventualmente (in rari casi) da nostri fotografi incaricati che lavorano in presenza dello staff. Per tale motivo un eventuale diniego da parte della famiglia renderebbe talmente complessa la gestione in situ del campo da essere impraticabile, motivo per cui abbiamo predisposto il modulo con la sola conferma, affinché i genitori ne siano, giustamente, informati e consapevoli.

Fermo restando tutto questo, cioè l’impossibilità oggettiva di garantire in senso proprio che in qualche forma nelle immagini del campo possano sfuggire alcune immagini dei figlia e l’impossibilità di attivare complessi percorsi di verifica e controllo delle immagini ex-post senza timore di errore, è ovviamente possibile per esigenze particolari, chiedere ai singoli staff di prestare specifica attenzione a cercare di non riprendere qualcuno in particolare. Suggerirei comunque ad esclusione dei momenti di foto di gruppo, in quanto non sarebbe proponibile escludere qualcuno. Foto di gruppo che possono essere usate liberamente da noi per tutti gli scopi di dettaglio elencati sopra.

Lo ripetiamo, a scanso di equivoci, perché è veramente il punto centrale della nostra necessità di rendere obbligatoria la firma della liberatoria per la partecipazione al campo: è oggettivamente impossibile poter garantire che i partecipanti non vengano anche solo accidentalmente ripresi e che noi li si possa riconoscere uno per uno nelle immagini che ci scambiamo all’interno dell’organizzazione.Nota esplicativa uso immagini

La politica del WWF Travel per la Privacy

Il WWF Travel si impegna a garantire la massima riservatezza dei dati personali dei contatti e clienti trattati nello svolgimento delle attività previste dal suo Statuto per le proprie attività societarie. In particolare, il WWF Travel aggiorna costantemente le proprie procedure interne volte a garantire che l’uso di dati personali finalizzato allo svolgimento di attività di comunicazione diretta si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali delle persone interessate. Il WWF Travel si impegna ad adottare il principio di precauzione al fine di prevenire ogni forma, anche per mera negligenza o imperizia, di illecito utilizzo di trattamento di dati personali. Nel trattamento dei dati personali utilizzati per comunicazione diretta, il WWF Travel si impegna a seguire le seguenti regole di condotta:

  • Evitare la duplicazione non necessaria dei dati
  • Attenersi al principio di cosiddetta “minimizzazione” dei dati personali trattati, riducendone la quantità, la varietà e la durata nel tempo in conformità alle finalità del trattamento.
  • Agire tempestivamente per la correzione e l’aggiornamento dei dati personali
  • Adottare tutte le cautele per limitare il numero dei destinatari di eventuali comunicazioni in modo che il messaggio sia inviato ai soggetti effettivamente interessati a riceverlo e non ad un numero indiscriminato di persone.
  • Non utilizzare, per l’invio di comunicazioni, liste non aggiornate da oltre un anno, salvo che questo sia necessario per la natura della comunicazione stessa
  • Favorire la correzione delle liste di indirizzi utilizzate annotando le restituzioni degli invii postali per indirizzo errato o per dichiarazione di non recapitabilità effettuata dal vettore
  • Informare gli interessati dell’esistenza di servizi di cancellazione centralizzata.
  • Astenersi dall’utilizzo di liste la cui provenienza non sia garantita e certa
  • Astenersi dal comunicare qualsiasi informazione che possa rivestire contenuto confidenziale, anche in presenza di consenso da parte dell’interessato, salvo che questo sia strettamente necessario per eseguire un’obbligazione o fornire un servizio indispensabile o aggiuntivo all’iscritto o gestore delle attività a cui il cliente si iscrive.
  • Formare periodicamente il proprio personale addetto al trattamento dei dati personali e aggiornarlo sulla base degli orientamenti dell’Autorità di Controllo assunti nel tempo.
 

In relazione alle misure di protezione dei dati personali, il WWF Travel si impegna ad effettuare tutti gli investimenti necessari per garantire che la struttura organizzativa adottata protegga la riservatezza dei dati trattati. Le persone preposte a qualsiasi titolo al trattamento dei dati dovranno assicurarsi che i terzi che tratteranno i dati in loro nome o per loro conto adottino adeguate cure per la protezione dei dati sotto il profilo fisico, logico ed organizzativo in conformità a quanto disposto dal GDPR.  WWF Travel garantirà un controllo costante sull’accesso al data base, definendo, con appositi documenti interni, le categorie di soggetti autorizzati all’utilizzo dei dati stessi. Infine, nel rispetto della vigente normativa, nei casi in cui il trattamento sia basato sul consenso dell’interessato, il WWF Travel si impegna a utilizzare preventivamente ogni forma di semplificazione che permetta ai clienti e ai richiedenti informazioni (contatti spontanei da parte dei richiedenti informazioni di qualsiasi genere concernenti le attività della società o del WWF Italia a cui la società è vincolata) di conoscere ed esercitare i propri diritti. In tutte le comunicazioni via e-mail di WWF Travel è presente un link “Cancellami”. E’ sufficiente cliccare sul link Cancellami per attivare la procedura di disiscrizione dalla newsletter. 

SPECIFICA SULLA GESTIONE DATI DEL WWF Travel 

WWF Travel srl si impegna attivamente nella tutela dei dati personali dei propri contatti e clienti, ai sensi del Regolamento UE n. 2016/679 (in seguito, “GDPR”). I dati sono utilizzati per fornire informazioni o servizi legati alla attività del WWF Travel, ivi compreso l’invio di materiale informativo e promozionale, tramite scambio di corrispondenza cartacea, e-mail, sms, mms, contatti social e gestire rapporti intercorrenti con i clienti (ad esempio: prenotazione, iscrizione e pagamenti per pacchetti turistici organizzati da WWF Travel in proprio o tramite società ed organizzatori locali suoi partner, rinnovo tessera WWF Italia a cui WWF Travel è legato da vincolo di concessione uso del marchio, contributo di WWF Travel alle attività associative e alle campagne istituzionali del WWF Italia, e così via). Per alcuni servizi, Il WWF Travel utilizza società esterne che operano per suo conto e che svolgono servizi di inserimento dati, allestimento, stampa, call center, intermediazione bancaria e finanziaria, trasporto e smistamento delle comunicazioni al pubblico, archiviazione della documentazione e simili. Il loro elenco è costantemente aggiornato ed è conoscibile agevolmente e gratuitamente facendone richiesta presso la società, agli indirizzi di seguito riportati. Un elenco sintetico è presente alla pagina “chi siamo” del presente sito web. Il cliente, nella sua eventuale qualità di interessato al trattamento dei dati personali, ha facoltà di esercitare i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento UE 2016/679. In particolare, ha il diritto di chiedere a WWF Travel di accedere ai dati personali che lo riguardano, di chiedere la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento o di opporsi al loro trattamento, oltre al diritto alla portabilità dei dati. Qualora al cliente fosse richiesto di accordare il consenso al trattamento dei dati che lo riguardano, in qualsiasi momento avrà il diritto di revocare il consenso accordato, senza che ciò pregiudichi la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca. Il cliente ha, sempre nella sua eventuale qualità di interessato al trattamento dei dati, il diritto di proporre reclamo a un’Autorità di controllo competente. Potrà in qualsiasi momento esercitare i diritti inviando: – una raccomandata a.r. a WWF Travel, con sede legale in Via Po 25/c, 00198 Roma oppure – una e-mail all’indirizzo info@wwftravel.it 

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WWF Travel SPECIFICHE GDPR – Privacy 

WWF Travel è impegnato per la tutela della privacy degli utenti e responsabile della sicurezza dei dati dei clienti, in una logica di trasparenza sulla raccolta delle informazioni e della loro gestione. Il presente documento illustra i seguenti aspetti del trattamento dati:

  • Quali dati personali dell’utente vengono raccolti e trattati in funzione del rapporto con WWF Travel come cliente e attraverso l’utilizzo del sito web e dei servizi online e social.
  • Dove WWF Travel ottiene i dati;
  • Utilizzo dei dati;
  • Modalità di conservazione dei dati;
  • Modalità di trasferimento dei dati agli interlocutori necessari per lo svolgimento delle attività;
  • Diritto di protezione dei dati;
  • Rispetto delle norme sulla protezione dei dati.
 

I dati personali sono raccolti e trattati nel rispetto delle leggi italiane e dell’UE sulla tutela dei dati.   

Titolare del trattamento 

WWF Travel è il “titolare del trattamento” di tutte le informazioni personali raccolte e utilizzate su utenti, clienti e destinatari delle informazioni, ai sensi del Regolamento UE 2016/679). WWF Travel srl è una società iscritta nel registro delle imprese in Italia (WWF TRAVEL srl – P.IVA 14515191006 R. E. A.   RM-1526252). Per dati personali si intendono tutte le informazioni relative all’utente che permettono di identificarlo, come i dati anagrafici, indirizzi, il numero di riferimento della prenotazione, i dettagli di pagamento e le informazioni sul suo accesso al nostro sito web e altri eventuali strumenti on-line. WWF Travel raccoglie dati personali dell’utente:

  • nel corso della iscrizione e prenotazione dei pacchetti vacanze, o di altri prodotti o servizi della società (anche indirettamente tramite i partner terzi di fiducia, associati nelle attività turistiche di WWF Travel)
  • nel corso dell’utilizzo del sito web e/o altri siti web accessibili tramite il sito web wwftravel.it
  • nel corso di contatto diretto del cliente verso i nostri uffici

Il tipo di informazioni che potrebbero essere raccolte:

  • Dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita – del cliente o dei famigliari, nel caso di partecipazione del gruppo famiglia), indirizzo di residenza, indirizzo e-mail, numero di telefono, Codice fiscale, numero e dati del documento di identità (carta d’identità o passaporto), carta di credito/debito o altri dettagli di pagamento;
  • Informazioni sanitarie, condizioni mediche, dettagli personali sulla salute fisica e mentale dell’utente, e sue caratteristiche psico-attitudinali in relazione al tipo di attività che il cliente intende acquistare. Nel caso particolare del minore è il genitore a fornirle, in conformità alle norme di legge.
  • Informazioni di dettaglio sui clienti che hanno requisiti medici speciali e/o esigenze alimentari;
  • Informazioni fornite sulle preferenze legate al pacchetto vacanza e o viaggio dell’utente (ed eventualmente dei suoi famigliari o amici, partecipanti con lui).
  • Informazioni sull’utilizzo del sito web;
  • Comunicazioni scambiate con lo staff di WWF Travel e con lo staff dei partners coinvolti e associati nelle sue attività turistiche. Tali comunicazioni possono essere intercorse tramite lettere, e-mail, telefonate e social media.
 

Modalità e tempi di utilizzo dei dati 

Nella maggior parte dei casi i dati personali dell’utente sono necessari ai fini della ordinaria attività del Tour Operator, per poter procedere a prenotazioni, pagamenti, firma del contratto di viaggio. I dati personali possono essere trattati anche in relazione ai seguenti termini:

  • Rispettare un obbligo di legge (ad esempio, immigrazione o requisiti doganali);
  • Tutelare la salute dell’utente o di un’altra persona (ad esempio, in caso di emergenza medica).

Solo i maggiorenni secondo la legge italiana (età pari o superiore a 18 anni) possono fornire il proprio consenso. Per i minori al di sotto di questa età, è richiesto il consenso dei genitori o dei tutori legali. I dati dell’utente possono essere utilizzati, più in dettaglio, per i seguenti scopi:

  • Fornire i servizi richiesti.
  • Contattare l’utente in caso di qualunque necessità di comunicazioni sulle variazioni dei servizi che ha richiesto e/o acquistato. Queste comunicazioni non hanno finalità di marketing e non possono essere evitate.
  • Verifica/monitoraggio dei processi di pagamento nell’ambito delle attività contabili, di fatturazione e controllo.
  • Attività e finalità amministrative o legali.
  • Marketing promozionale per la diffusione delle proposte di pacchetti vacanza e delle attività di WWF Travel tramite newsletter.
  • Manutenzione e sviluppo, o per rispondere a una controversia o reclamo.
  • Immigrazione/controlli doganali nel caso in cui le attività di TO implichino la trasmissione di tali dati alle agenzie preposte al controllo delle frontiere.
  • Sicurezza, salute, scopi amministrativi, prevenzione/rilevamento crimini, richiesta di dati degli utenti da parte di autorità governative o a organismi preposti in conformità ai requisiti di legge.
  • Comunicazioni con il cliente: per favorire il rapporto cliente/operatore turistico di fiducia e per migliorare i servizi e l’esperienza del cliente con WWF Travel e i suoi partner.
  • Gestione di servizi ad hoc: personalizzazione dei servizi e delle informazioni di possibile interesse dell’utente.
  • Eventuali profilazioni di dati a scopo di analisi statistiche e di marketing, sondaggi relativi ai clienti, volti al miglioramento delle proposte e prodotti di WWF Travel in relazione alle aspettative del proprio pubblico.
 

Qualsiasi attività di profilazione verrà eseguita solo previo consenso dell’utente. Fornendo qualsiasi dato personale l’utente accetta esplicitamente che potrebbero essere utilizzati per svolgere attività di profilazione in conformità con la presente Informativa sulla privacy; i dati saranno conservati il tempo necessario allo svolgimento delle attività per cui sono stati raccolti. Tali tempi sono variabili in funzione da un lato delle attività ordinarie, e dall’altro della necessità di disporne per adempiere a obblighi di legge o di gestione reclami, e/o richieste di risarcimento. Una volta esaurito il naturale ciclo di vita dell’utilità del dato per le nostre attività di Tour Operato il dato sarà eliminato dai nostri archivi in modo permanente. In ogni caso WWF Travel si impegna a minimizzare la riconoscibilità del dato, e a massimizzarne l’anonimato ovunque possibile, in modo che non possano essere associati all’utente o identificarlo, nel qual caso il dato può essere utilizzato senza preavviso. 

Sicurezza dei dati personali 

WWF Travel srl si attiene a procedure di sicurezza nella conservazione e divulgazione dei dati personali, per proteggerli contro la perdita accidentale, la distruzione o il danneggiamento. Condivide i dati dei clienti con i propri partners, soggetti terzi, coinvolti nelle attività descritte nella presente Informativa sulla privacy. WWF Travel prevede nei contratti e negli accordi con tali soggetti la l’adozione di adeguate misure di sicurezza tecniche e operative in linea con la legislazione italiana e dell’UE in materia di norme sulla protezione dei dati. 

Condivisione dei dati personali 

WWF Travel necessariamente condivide i dati personali del cliente con soggetti terzi come segue:

  1. WWF Italia a cui WWF Travel è legato da vincolo di concessione uso del marchio, contributo di WWF Travel alle attività associative e alle attività e campagne istituzionali.
  2. Fornitori di servizi coinvolti nella gestione delle attività del Tour Operator e dei suoi prodotti. Tali soggetti possono essere i corrispondenti locali, fornitori di servizi web, comunicazione e marketing.
  3. Autorità governative, Agenti GDS (Global Distribution System) e altri sistemi di prenotazione online, organismi preposti all’applicazione della legge, autorità di regolamentazione inclusi nell’itinerario o nei servizi acquistati dall’utente.
  4. Società che emettono carte di credito e di debito per i servizi di pagamento e lo screening antifrode, che potrebbero richiedere informazioni sul metodo di pagamento e sulla prenotazione dei servizi o garantire la sicurezza della transazione di pagamento.
  5. Consulenti legali e altri professionisti, tribunali e forze dell’ordine in ogni località e paese di destinazione delle proposte turistiche che WWF Travel commercializza, anche al fine di tutelare i propri diritti legali in relazione al nostro contratto col cliente.
  6. Social media: E’ possibile accedere a strumenti e servizi web e social media di partners terzi attraverso il sito web di WWF Travel. Nel registrarsi con un proprio account social, si ottengono i dati personali che si sceglie di condividere con WWF Travel attraverso tali servizi in base alle loro impostazioni di privacy, al fine di migliorare e personalizzare l’utilizzo del nostro sito web o app o altri strumenti. WWF Travel può anche utilizzare i plug-in dei social media sul proprio sito web o dell’app. Per tale ragione i dati vengono condivisi con il servizio di social media e, eventualmente, condiviso sul profilo social media dell’utente. E’ possibile fare riferimento all’Informativa sulla privacy dei fornitori terzi di social media per ulteriori dettagli.
 

 In generale riferimento ai soggetti sopra elencati per i WWF Travel non è responsabile per l’uso da parte di terzi dei dati personali dell’utente, laddove tale uso sia consentito per i propri scopi. In merito è necessario consultare le privacy policy dei singoli soggetti 

Modifiche all’informativa sulla privacy 

L’informativa privacy di WWF Travel può subire modifiche nel tempo. Tali modifiche saranno comunicate agli utenti tramite notifiche e-mail o avvisi al pubblico sul sito web. 

Responsabile della protezione dei dati, titolare del trattamento è: WWF Travel srl Via Po 25/c  – 00198 Roma tel:  06/85376500  email: info@wwftravel.it